La novità del pomeriggio sul caso dell'omicidio della signora Gianna Del Gaudio, la donna uccisa a Seriate da un uomo sconosciuto e il cui unico indagato al momento è il marito Antonio Tizzani, è che non esiste alcuna corrispondenza di Dna tra quello prelevato negli oggetti rinvenuti nel cortile della palazzina del luogo del delitto e quello dei molteplici vicini di casa e famigliari cui è stato prelevato il sangue. A rivelarlo la trasmissione Pomeriggio 5. A questo punto il Dna sembra appartenente davvero ad ignoto 1, uno sconosciuto, colui che sembra essere l'autore dello sgozzamento della donna. E' caccia all'uomo incappucciato.

Delitto Gianna Del Gaudio: parla il figlio Paolo

Paolo, figlio di Antonio, ha parlato con la redazione di Pomeriggio 5 condotto da Barbara D'Urso.

Da sempre impegnata nella cronaca, la trasmissione "indaga" sul delitto di Gianna Del Gaudio. Le novità sono che il figlio Paolo ha detto ai giornalisti della trasmissione "Quando papà è rientrato in casa e ha visto l'uomo incappucciato ha notato un foglio A4 piegato in 4 parti. Mamma non era mai stata minacciata per cui è possibile che il foglio rubato possa ricondurre ad Ignoto 1".

A Pomeriggio 5 parla il medico della difesa

"Guanti in lattice bianco, depistaggio. Questo mi viene da dire. O l'incappucciato ha preso altri guanti in casa e per quello le mani apparivano "scure" oppure è un depistaggio di uno dei famigliari." Questo dice il medico genetista della difesa a Barbara D'urso. Il dottore continua dicendo che si può supporre che l'incappucciato cercava nella borsa un foglio A4 piegato in 4 parti.

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Questo, prosegue, significa che neanche la famiglia ormai crede più nell'incappucciato "ladro" ma pensa che ci sia un uomo spinto da motivazioni personali. Questo mette in piedi la possibilità del delitto premeditato. Gianna è stata sgozzata senza accorgersene, con freddezza e lucidità. Con l'andare delle ore sembra che la posizione pericolante del marito Antonio Tizzani si stia allontanando dal burrone dei dubbi. Infatti l'uomo è momentaneamente l'unico indagato ma la mancata corrispondenza dei DNA analizzati lascerebbe supporre che i famigliari e i vicini di casa non siano coinvolti. Questo afferma lo stesso Giorgio Portera, consulente genetista della difesa, che conferma che la persona che ha ucciso è andata li per uccidere: chi ha commesso il reato deve essersi sporcato moltissimo addosso visto che ha sporcato tutte le altre cose poi rinvenute ( guanti, bustine) . Portera confessa ai microfoni anche particolari scabrosi "I vestiti dovevano sporcarsi, è stato un omicidio violento. La lama era da taglierino, piccola, con un'estensione contenuta ma non piccola, 5 cm di lama circa".