Una nuova scossa di terremoto è verificata nel Tirreno, non molto distante dall'area del Marsili, il supervulcano sottomarino più grande e preoccupante d'Europa. La scossa è avvenuta ieri sera alle 22.09 ed ha avuto un'intensità pari a 3.5 gradi di magnitudo. Non sarebbe stata avvertita dalle popolazioni delle isole vicine, probabilmente a causa della profondità del suo ipocentro, localizzato a 255 chilometri sotto il livello del suolo, e dalla distanza rispetto alla costa. Questa scossa segue altre scosse di terremoto di minore intensità che si erano verificate nei giorni scorsi in quell'area, ricadente nel distratto di Lipari (provincia di Messina).

Correlazione con l'attività del Marsili?

Secondo gli esperti non ci sarebbe correlazione con l'attività del supervulcano sottomarino del Marsili. Infatti la sua attività, che è di tipo sismico e idrotermale, si manifesta intorno ai 10 chilometri di profondità. Quindi sarebbe da escludere che la scossa di ieri sera sia in qualche modo ricollegabile all'attività del supervulcano. Piuttosto sarebbe da attribuire all'attività sismica attiva nell'arco calabro di subduzione. Tuttavia non si esclude che il movimento tellurico in quest'area possa interferire con quella del Marsili.

C'è da preoccuparsi per un possibile risveglio del Marsili?

Un eventuale risveglio del Marsili sarebbe pericoloso per tutte le popolazioni tirreniche. Secondo gli esperti del CNR di Napoli e dell'INGV, questo supervulcano ha natura esplosiva e la sua ultima eruzione si sarebbe verificata circa 5mila anni fa.

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Considerate le sue proporzioni, una sua eventuale eruzione sarebbe violentissima e provocherebbe un grande tzunami in grado di raggiungere la terra ferma (Sicilia, Campania, Calabria) in meno di 30 minuti. Il Marsili è sotto attenta osservazione e non si esclude che in un futuro prossimo venga inserito nella lista dei vulcani attivi. Ad ogni modo, gli esperti sembrano rassicurare sul fatto che un suo eventuale risveglio non sarebbe imminente.

Preoccupa più il Vesuvio

Più che altro è il Vesuvio a dare segnali di un prossimo risveglio. Il vulcanologo giapponese Nakada Setsuya, intervenuto ad Ascea (SA), alla XII Conferenza mondiale dei geoparchi, a settembre 2013, ha affermato che il Vesuvio erutterà di sicuro e non tarderà a farlo ed ha invitato gli italiani a dotarsi di un piano di emergenza. Secondo Setsuya “ci sono indicatori dell’imminenza di una eruzione e monitoraggi che possono dare l’allerta”.