La povertà estrema in Etiopia spinge i più emarginati a cercare tra i rifiuti nelle discariche per trovare qualcosa ancora in buono stato da rivendere; donne e bambini costruiscono baracche di fortuna negli stessi depositi di rifiuti e si nutrono degli scarti dei più ricchi, cercando qualcosa che si possa rivendere per sbarcare il lunario.

Nessuno si accorge mai di questi invisibili che sono costretti ai margini da una società in cui pochi hanno tutto e molti non hanno niente, nemmeno il necessario per sopravvivere: solo ieri quando nella capitale etiope Addis Abeba è crollata una montagna di rifiuti nella discarica cittadina ci si è ricordati di queste persone.

Povertà estrema ed emarginazione

L'estrema povertà in cui versavano le 46 o forse più vittime del crollo della montagna di spazzatura in quella che da più di mezzo secolo è la più grande discarica della capitale etiope, ha reso queste persone emarginate, senza dignità, senza futuro e senza alcuna possibilità di riscatto.

Donne e bambini, alcuni anche piccoli, che scavano a mani nude nel pattume per ricavare giusto pochi spiccioli esponendosi a gravi rischi per la propria salute: malattie, disfunzioni e gravissimi danni all'organismo dovuti al contatto con sostanza pericolose e molto tossiche, senza contare tutti i problemi di igiene dovuti al contatto con animali come i topi che possono trasmettere malattie mortali; questi erano fino a ieri gli abitanti del villaggio abusivo nella discarica dimenticato da tutti.

Diseguaglianze

Nella capitale etiope, come nella stragrande maggioranza delle città africane, solo pochi privilegiati hanno accesso ai servizi di base, all'istruzione, alle cure mediche e possono comprare i beni di prima necessità come cibo e medicinali; i più poveri sono costretti a vivere di espedienti e non è raro che si trovino costretti a rovistare nella spazzatura.

Poche persone che hanno tutto e tante persone che non hanno niente, non possono permettersi una casa dignitosa, non possono studiare e sognare una vita migliore e non hanno nemmeno buon cibo da mangiare e acqua potabile da bere.

Allarmi inascoltati

Le organizzazioni umanitarie come l'Unicef da tempo avevano lanciato l'allarme per la presenza di molti bambini lasciati a frugare tra le immondizie, senza che fosse loro permesso di andare a scuola; gli esperti delle Nazioni Unite hanno più volte ribadito che senza una istruzione adeguata è impossibile per questi minori migliorare la propria condizione di vita.

Anche i residenti del quartiere in cui sorge la discarica avevano più volte messo in guardia le autorità locali sulla presenza di persone accampate tra i rifiuti che avevano bisogno di tutto e avevano invitato l'amministrazione comunale a non scaricare più il pattume vicino alle baracche e a dare una sistemazione più idonea agli occupanti delle abitazioni di fortuna.