Ancora una volta Julian Assange e il suo team sferrano il loro impietoso attacco ai sistemi e alle operazioni di spionaggio della Cia, rivelando i segreti più insospettabili dell'intelligence americana.

Sette anni dopo le rivelazioni di Chelsea Manning e quattro dopo quelle di Snowden, lo staff di wikileaks pubblica migliaia di documenti segretissimi, quasi tutti recenti, che mettono in luce i sistemi di controllo della Cia, alcuni dei quali molto pericolosi.

Si tratta di vere e proprie cyber-armi che, se finissero nelle mani di stati rivali, rappresenterebbero una seria minaccia per tutti.

Vietato parlare in casa

Se l'intimità della propria casa ha sempre rappresentato un guscio sicuro per ciascuno di noi, le recenti rivelazioni di WikiLeaks confutano totalmente tale certezza.

Sulla base, infatti, di questi documenti appare evidente come la Cia sia in grado di impiantare software malevoli(malware) nei televisori smart, collegati al web. E il modello, citato esplicitamente nei documenti, appartiene a uno dei più famosi marchi.

Ma, come se non bastasse, grazie al malware è possibile captare ogni conversazione all'interno della stanza in cui è posto il televisore. Siamo di fronte a un vero spionaggio domestico, che interessa un po' tutti gli elettrodomestici di uso comune.

Ovviamente non ne sono esenti gli smartphone, hackerati e trasformati in 'macrospie'. E sembra che l'intelligence americana abbia elaborato inoltre un sistema di malware in grado di penetrare in ogni tipo di cellulare, captando quindi tutte le conversazioni e, conseguentemente, le eventuali immagini.

La Cia spia anche l'Europa

I file di cui WikiLeaks è entrato in possesso attesterebbero l'esistenza di una centrale operativa in Europa della Cia, che sarebbe il Centro ingegneristico di Cyber Intelligence Europe (Ccie), con sede a Francoforte, in Germania, all'interno di una base militare statunitense.

Il Centro sembra si occupi di diversi paesi, dall'Europa al Nord Africa e al Medio Oriente. Ma dai documenti emerge un riferimento diretto all'Italia, nello specifico alle vicende dell'azienda milanese di cybersorveglianza: Hacking Team, divenuta nel 2015 bersaglio di hacker mai identificati.

WikiLeaks continua così nella sua opera, svelando verità mai rivelate e penetrando nei segreti più reconditi della Cia, ma mette in guardia dalla diffusione di questi strumenti di hackeraggio, che potrebbero rappresentare un vero e proprio commercio internazionale di armamenti.

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