Il Tribunale del Riesame di Milano ha rimesso in libertà un pusher, originario del Gambia e clandestino, dopo aver stabilito che l'uomo vendeva droga [VIDEO] solo per sostentarsi. I magistrati milanesi hanno dunque dato ragione all'avvocato dell'imputato, il 18 luglio scorso, ordinandone la scarcerazione per "assenza di gravi indizi".

Pusher africano rimesso in libertà dal Tribunale del Riesame

L'immigrato africano, ricco di precedenti penali, il 27 giugno scorso dopo un processo per direttissima venne tradotto nel carcere milanese di San Vittore. Buba C., 31 anni del Gambia, fu incarcerato per spaccio [VIDEO] recidivo: l'africano, che operava in una delle area della città più calde della città, infatti venne arrestato due volte in quattro giorni colto a vendere pasticche di ecstasy in via dei Transiti, nella periferia a nord del capoluogo lombardo, dagli agenti del commissariato di Villa San Giovanni e Greco Turro.

Inaspettatamente il tribunale del Riesame, nelle motivazioni del rilascio, ha voluto trovare quasi una giustificazione ai reati del gambiano che, tra l'altro, già in passato fu denunciato per lo stesso reato sempre a Milano. Buba C. nel 2016 venne respinto dalla Svizzera come clandestino e successivamente fotosegnalato dalla polizia a Como, proprio per i precedenti di spaccio che aveva già accumulato. Nel 2017, inoltre, venne denunciato anche per falsa attestazione di identità personale e ricettazione.

I magistrati milanesi che decidono sul rilascio dei detenuti lo hanno scarcerato scrivendo tra le motivazioni che l'uomo non ha altri proventi da attività lavorative e che "lo spaccio appare l'unico modo per mantenersi". I giudici del Riesame ammettono anche che ci sia un attuale e concreto pericolo di reiterazione del reato, proprio tenendo conto dei precedenti specifici.

Come unico provvedimento a seguito del rilascio, i magistrati impongono all'uomo il divieto di dimora nel comune di Milano, ordinandone l'allontanamento dal territorio in cui ha operato finora.

I giudici milanesi del Riesame hanno accolto il ricorso dell'avvocato difensore poiché credono che ad essere in errore sia stato il tribunale ordinario (quello che lo ha incarcerato). "Il dato ponderale", ovvero il possesso di 5 pasticche di ecstasy, è molto contenuto e quindi il reato deve essere considerato di lieve entità che non consente la custodia cautelare in carcere.