E' stato molto simile il percorso che ha portato al decesso le ultime due vittime del virus West Nile [VIDEO] in Emila Romagna, una nel ferrarese e l'altra a Modena. Si tratta in entrambi i casi di persone anziane, ricoverate durante il mese di agosto e incorse in gravi complicazioni. L'anziano ferrarese, un uomo di 75 anni, si trovava dal 22 agosto presso l'unità di malattie infettive, dove era stato trasferito dopo un precedente ricovero nel reparto geriatrico dell'ospedale di Cona, ed è morto per encefalite da virus West Nile.

L'uomo deceduto al Policlinico di Modena aveva 77 anni ed era di Mirandola: anche nel suo caso, ad essergli fatali sono state complicazioni neurologiche seguite al virus.

West Nile: salgono a 21 le vittime in Emilia Romagna

Arriva così a 21 il numero delle vittime in Emilia Romagna, dall'inizio dell'epidemia. Il maggior numero di decessi si è verificato nel ferrarese (10 vittime), segue la provincia di Modena (4), poi 3 casi sia nel bolognese che nel ravennate e infine un caso nel piacentino. Si tratta di numeri che suscitano una certa inquietudine, anche se statisticamente la mortalità legata al virus rimane molto bassa.

West Nile: alcune caratteristiche

L'Ausl di Modena ha ricordato che nella grande maggioranza dei casi il virus è completamente asintomatico, tanto che neppure ci si accorge di averlo contratto. Esiste poi la possibilità, che si verifica circa nel 20% dei casi, che si manifesti con sintomi molto lievi, simili a quelli di un'influenza. Soltanto nell'1% circa dei casi, invece, può comportare seri problemi di carattere neurologico, come meningiti ed encefaliti.

Soltanto in questi casi si rende necessario un trattamento ospedaliero e, soprattutto in pazienti anziani, immunodepressi o resi fragili da altre pregresse patologie, si può andare incontro ad un esito infausto. Gli esperti hanno anche più volte chiarito che il virus West Nile non è contagioso [VIDEO], cioè non può essere trasmesso da persona a persona. Esso può essere contratto soltanto in tre modi: attraverso la puntura di una zanzara a sua volta infettata dal virus (un noto veicolo di infezione per le zanzare sono, ad esempio, gli uccelli migratori ), attraverso una trasfusione di sangue infetto o, infine, attraverso il trapianto di un organo proveniente da un donatore infettato dal virus.

Tutti questi chiarimenti sembrano indicare che non ci si trova di fronte ad un'emergenza, ma comunque ad un fenomeno da monitorare con estrema attenzione.

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