Il Premio Nobel per la Pace 2019 viene assegnato al Primo ministro dell'Etiopia, Abiy Ahmed Ali, con la seguente motivazione: “Per i suoi sforzi per raggiungere la pace e la cooperazione internazionale e, in particolare, per la sua decisiva iniziativa per risolvere il conflitto di confine con la vicina Eritrea”. Questo quanto deciso dall'apposito Comitato, composto da cinque personalità nominate dal Parlamento norvegese.

Negli ultimi anni il premio era andato più volte a politici o personalità dell'area geografica afro-asiatica: nel 2018 si erano divisi il premio Nadia Murad (Iraq) e il Re del Congo Denis Mukwege, entrambi "per i loro sforzi per mettere fine alle violenze sessuali nei conflitti armati e nelle guerre”. Anche quest'anno il Comitato per il Nobel ha premiato lo sforzo di un premier impegnato in un territorio delicato, martoriato da guerre e problematiche sui diritti, umani e civili. Abiy Ahmed Ali ha "superato" Greta Thunberg, data alla vigilia come favorita per l'assegnazione del premio.

Giovane, coraggioso e pacifista: ecco chi è il nuovo Nobel per la Pace

Una linea è stata tracciata: il nuovo Nobel per la Pace è un giovane politico africano, insediatosi alla guida del suo paese, l'Etiopia, solo un anno fa, nel 2018. Da subito il suo operato per superare definitivamente il conflitto di confine con l'Eritrea è stato coraggioso ed energico: Abiy Ahmed ha accettato il verdetto dell'Arbitrato Internazionale,che assegnava la zona contesa del Badme allo stato avversario.

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Questa la base che ha portato all'accordo di pace, con i rapporti tra i due paesi che sono progressivamente ripresi, compresa la riapertura della tratta aerea tra Addis Abeba e Asmara. Ad oggi tuttavia il processo di pace segna ancora la mancanza dell'ultimo atto, con l'Eritrea che ultimamente ha di nuovo richiuso i confini, ma quest'ultimo stop non è imputabile al premier etiope, ma bensì a problematiche interne del regime di Asmara.

Nobel per la Pace: il plauso di Amnesty International

Una volta diffusa la notizia dell'assegnazione del premio, non sono tardate le compiaciute esternazioni da parte dei vari leader mondiali, tra cui il premier italiano Giuseppe Conte, che ha inviato un messaggio di congratulazioni a Abiy Ahmed Ali.

Netta la presa di posizione di Amnesty International, che ha allargato il campo sottolineando l'intervento del premier Etiope anche nel campo dei diritti umani, oltre che il fondamentale lavoro diplomatico svolto per pacificare i leader militari del Sudan con l'opposizione civile presente in quel Paese.

Amnesty International si è inoltre augurata che questo riconoscimento possa fare da ulteriore sprone all'operato del premier etiope, ammonendo per altro che "il lavoro è lontano dall'essere concluso".

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