Secondo i dati della AFP (Agence France-Presse) sono più di 900 milioni le persone che sono rimaste confinate in casa in 35 Paesi per via dell'emergenza Coronavirus. Tutto questo sta avendo ripercussioni sulla rete internet che è sempre più satura. I dati scambiati sulla rete fissa sono maggiori del 50% e i momenti di picco, che si sono alzati da 10-12 Petabyte a 18-20, in cui più persone sono connesse e scaricano di più, sono aumentati del 40%. La Commissione Europea ha già chiesto ed ottenuto la diminuzione della qualità video alle maggiori piattaforme di streaming come Netflix e Youtube e ci si comincia a domandare quanto la rete internet possa reggere ancora.

Coronavirus e Internet: le parole della Pisano

Il Ministro per l'Innovazione Digitale Paola Pisano si è espressa sulla questione affermando che "oggi internet è una risorsa preziosa e come tale va utilizzato". A 'Sky Tg24' il Ministro ha spiegato che "Il traffico è aumentato molto". Inoltre ha aggiunto che nelle ultime ore ci sono delle problematiche da affrontare, siccome il picco del traffico internet, che normalmente era previsto unicamente la sera, si è spalmato durante tutto l'arco della giornata.

Le tipologie di utenza che pesano di più sulla rete sono il gaming e lo streaming.

Ma la Pisano rassicura riguardo il collasso di internet che "Non dovrebbe accadere" e che abbiamo molti mezzi per evitare che la rete collassi. Nonostante questo si sottolinea come le infrastrutture della rete siano inadeguate a fronteggiare le nuove esigenze. Questo è vero sopratutto se le previsioni di Gideon Lichfield, del MIT Technology Review, su come potrebbe evolversi la nostra società a seguito del Coronavirus si avverassero, ovvero quelle di un distanziamento sociale.

Priorità su Internet per le Infrastrutture e per la Sanità

Alessandro Morelli, Presidente della Commissione tlc (Telecomunicazioni) alla Camera, sottolinea che in questo momento è prioritaria l'efficienza del servizio per la sicurezza e la sanità, ma anche "per tutti gli italiani che in questo momento utilizzano internet per il lavoro e l’istruzione da remoto".

Il presidente fa anche presente che in questo momento le attuali condizioni della rete sono in fase di monitoraggio, giacché risultano compromesse dall'imponente carico di dati.

Le ragioni del sovraccarico di internet sono dovute principalmente al gaming e allo streaming video che ne rappresentano l'80%.

Ma cosa fare allora? La Commissione Europea è già corsa ai ripari contattando le maggiori piattaforme di streaming.

Sovraccarico di Internet: l'aiuto delle piattaforme

La Commissione Europea ha già chiesto alle principali piattaforme di streaming video, come Netflix e Youtube, di andare incontro alle nuove esigenze con la diminuzione della qualità per evitare che internet si blocchi. La risposta è arrivata immediatamente e Netflix ha ridotto la qualità e la velocità di riproduzione [VIDEO] (bitrate) per 30 giorni.

In questo modo scaricheranno internet di un quarto del loro peso. Anche Youtube ha adottato le stesse misure.

Coronavirus e Internet: gli utenti

Gli operatori non erano preparati a questo genere di situazione, ma neanche gli utenti. Infatti, come riporta 'Il Sole 24 Ore', sono molte le persone che al momento non trovano adeguata la propria connessione. In tanti non avevano una rete fissa e utilizzavano per connettersi unicamente la rete mobile che al momento stanno esaurendo.

In tempi di iper connettività la Commissione Europea si è rivolta anche agli utenti, chiedendogli di provare ad utilizzare meno i dati mobili, preferendo la rete fissa e di riprodurre i file multimediali a qualità più bassa.

In questo modo si peserebbe meno sulla rete che come detto è già satura. Inoltre il Sole 24 Ore, evidenzia come in tempi di quarantena, le persone che utilizzano una connessione mobile abbiano pochi giga a disposizione (50 o 100) e potrebbero esaurirli in poco tempo. Fastweb afferma che misure che vadano ad intaccare determinate tipologie di fruitori come i gamer ad oggi non sono ancora necessarie.

A dispetto di quello che pensano i più lo smart working, favorito durante l'emergenza Coronavirus, non rappresenta invece una criticità. Infatti, la quota complessiva di internet assorbita dai lavoratori si mantiene intorno al 18%.

Le applicazioni utilizzate dai lavoratori da remoto che permettono di usufruire di conferenze online e simili, sono sostanzialmente molto leggere. Per loro anche il traffico in upload rappresenta appena il 10% del totale.

Possiamo fare fronte al rallentamento di Internet?

In ogni caso le limitazioni della banda sono una realtà. Massimo Carboni, dirigente del Dipartimento Infrastrutture di GARR, afferma che "è indubbio che siamo di fronte a limitazioni della banda e che, se quello che abbiamo ora è frutto di dieci anni di investimenti, non possiamo girare la manopola in due settimane e fare ciò che richiederà, invece, dai 24 ai 36 mesi".

Inoltre precisa che la fibra è meno in sovraccarico dell'infrastruttura in rame e che internet in Italia non era stato pensato per fronteggiare la situazione che stiamo vivendo.

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