In Calabria un giovane di soli 20 anni si è tolto la vita nelle prime ore di sabato 11 luglio. La vicenda si è verificata in provincia di Cosenza, presso l'Università della Calabria.

Il 20enne si è gettato volontariamente dal ponte Pietro Bucci. Per lui, nonostante l'arrivo tempestivo sul posto dei sanitari del 118 non appena lanciato l'allarme, non c'è stato nulla da fare: il suo cuore aveva smesso di battere già da diversi minuti. Sulla vicenda stanno indagando le forze dell'ordine, che hanno già passato al vaglio i video della telecamere di sicurezza, che avevano ripreso il drammatico gesto.

Cosenza, 20enne muore dopo essere precipitato dal ponte dell'Università: si è tolto la vita

Non è stato ancora reso noto il nome del giovane ventenne che all'alba di oggi 11 luglio ha compiuto l'estremo gesto, lanciandosi dal ponte Pietro Bucci dell'Università della Calabria, situata nel comune di Rende, in provincia di Cosenza.

Le informazioni sono ancora molto frammentarie, ma pare che il giovane - mentre si trovava sul ponte nei pressi del Cubo 3 - abbia scavalcato la ringhiera di sicurezza lanciandosi nel vuoto. Dopo un volo di diversi metri di altezza si è schiantato al suolo. L'impatto è stato violentissimo e fatale.

Dopo alcune ore, alcune persone che si trovavano all'Università si sono rese conto del corpo del ragazzo e hanno immediatamente lanciato l'allarme.

Sul posto si sono quindi recati rapidamente i sanitari del 118, che però non hanno potuto fare nulla per poterlo rianimare e ne hanno potuto constatare solo l'avvenuto decesso. Il 20enne, molto probabilmente, è deceduto sul colpo a causa delle gravissime ferite riportate in seguito al violento impatto.

Sul luogo, oltre ai sanitari del 118, si sono recate anche le forze dell'ordine della Compagnia di Rende, agli ordini del comandante Sebastiano Maieli, che hanno iniziato a effettuare tutti i rilievi del caso per poter ricostruire la dinamica. I militari hanno già esaminato le immagini delle telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso il drammatico gesto, accertando che si sia trattato di un gesto volontario.

Il ragazzo era figlio di un ricercatore che lavorava presso l'Università. Dolore e sgomento viene espresso dall’intera comunità di docenti e studenti che ruotano intorno al complesso dell'ateneo calabrese e dagli amici e dai parenti del giovane, i quali non riescono a capacitarsi di quanto successo.

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