Dopo il caso sollevato dalla trasmissione televisiva Le Iene su un 90enne professore di Airuno, in provincia di Lecco, apparentemente tradotto in una Rsa contro la sua volontà, è arrivata la presa di posizione del tribunale di Lecco: Carlo Gilardi è al sicuro, le azioni intraprese dall’autorità giudiziaria hanno come unico scopo la tutela della persona e dei suoi diritti e vi sarebbero una decina di indagati per circonvenzione di incapace.

Carlo Gilardi, pensionato benestante e generoso: forse troppo generoso?

Il caso del professor Carlo Gilardi è stato sollevato nel corso della puntata del 18 novembre scorso del programma Le Iene: Nina Palmieri, “inviata” della trasmissione, si è recata ad Airuno, località nella provincia di Lecco con poco meno di 3.000 abitanti, per raccontare quanto sembra essere accaduto a questo anziano docente in pensione.

Gilardi è conosciuto da tutti, in paese, soprattutto per la sua generosità: sin da giovane si è sempre preso cura dei bisognosi e nel corso degli anni si è reso protagonista di numerosi gesti di solidarietà nei confronti sia del comune in cui vive sia verso i suoi concittadini, inoltre è autore di diverse opere letterarie dedicate al territorio locale.

Ma dallo scorso 27 ottobre Gilardi è letteralmente scomparso, dopo quello che a molti è sembrato essere una sorta di prelievo forzoso o ricovero coatto presso una sconosciuta Rsa (residenza sanitaria assistenziale), ricovero cui il professore – come si evince dalle registrazioni mostrate durante la trasmissione – si sarebbe opposto con tutte le sue forze.

I movimenti bancari sospetti e l’azione della sorella maggiore

Per tutta la vita Carlo Gilardi ha usato il suo ingente patrimonio per aiutare tantissime persone: immigrati, divorziati, persone sotto sfratto e tanti altri cui ha fornito aiuti economici oppure ospitalità in una delle sue diverse proprietà.

Tuttavia, negli ultimi tempi una serie di movimenti bancari sospetti, caratterizzati da prelievi e spese significativi effettuati sul conto corrente del professore, cointestato con la sorella, hanno fatto scattare campanelli d’allarme tanto che la sorella stessa ha chiesto la nomina di un amministratore di sostegno nei confronti del fratello.

Una decisione che ha pesato molto su Gilardi, completamente autonomo e pienamente lucido nonostante i suoi 90 anni: il fatto di vedersi limitato in ogni singola spesa e quindi impossibilitato non solo a proseguire con i suoi gesti generosi ma anche a provvedere a se stesso, lo ha gettato in uno stato di profonda prostrazione, come si evince dai diversi video trasmessi nel corso de Le Iene.

Si tratta di videomessaggi inviati da Gilardi agli amministratori di sostegno che si sono succeduti (cinque in tutto): in un italiano perfetto e forbito, che confermerebbe la piena lucidità della persona, il professore fa richiesta di poter svincolare piccole somme di denaro, mille euro circa, per poter provvedere alle spese correnti necessarie per mandare avanti l’attività agricola cui si dedicava, richieste puntualmente ignorate sempre secondo quanto raccontato nel servizio. Ma la “iena” Palmieri pone l’accento su alcuni fatti apparentemente gravi, come un acquisto di un motocarro per uso agricolo non privo d'ombre: il servizio racconta di come Carlo Gilardi aveva deciso di acquistare un mezzo usato, di proprietà del Comune, per un importo di seimila euro e di come l’amministratrice di sostegno si sia più volte rifiutata di autorizzare la spesa, per poi annunciare, dopo alcune settimane, di aver raggiunto un accordo con un “amico” per acquistare un motocarro nuovo al prezzo di 15mila euro.

Difficile, si afferma nel servizio, capire quale sia stato il vantaggio per il signor Gilardi che, vedendo sempre più fondati i suoi sospetti, nello scorso mese di giugno si sottopone volontariamente a una perizia psichiatrica che non rileva alcuna anomalia né suggerisce l’esistenza di patologie. Il mese successivo, però, il giudice che segue il suo caso richiede una Ctu (consulenza tecnica d’ufficio) su di lui e il 10 settembre Gilardi “reagisce” presentando ai carabinieri un esposto contro il suo amministratore di sostegno ritenendo che i comportamenti di quest’ultimo non siano “congrui con il suo incarico”. Contestualmente, si rivolge a un avvocato, Silvia Agazzi, perché chieda la revoca dell’amministratore, ma il giudice non ravvisa la necessità di un avvocato difensore.

Il timore del ricovero in una casa di riposo

L’avvocato Agazzi, in un’intervista rilasciata alle Iene, ha sottolineato che la paura più grande del suo cliente era quella di essere rinchiuso in una casa di riposo. Già in occasione di un breve ricovero, avvenuto qualche mese prima, Gilardi aveva confidato il suo malessere nel vedersi limitato nei movimenti e nella libertà.

A fine settembre all’anziano professore viene comunicato che si ipotizza il suo trasferimento in una Rsa perché la vecchia casa di campagna in cui vive non è sufficientemente curata e pulita: immediatamente, Carlo Gilardi decide di trasferire la sua residenza presso l'appartamento di Brahim, il suo badante. Scelta inutile perché il 27 ottobre si presenta la nuova amministratrice di sostegno, dottoressa Elena Barra, accompagnata da due pattuglie di carabinieri, un’ambulanza e un mezzo dell’azienda sanitaria.

L’avvocato Barra comunica al professore che deve seguirli per eseguire alcuni accertamenti medici, e che loro non se ne andranno senza di lui: la risposta di Gilardi, almeno nella versione trasmessa, è ferma, accorata e commovente: “Io non vado in casa di riposo, lei è molto persuasiva, grazie alla capacità degli avvocati e alla forza delle leggi di cui siete maestri. Io sono un vilissimo ignorante, ma per portarmi via dovete mettermi le manette”.

Subito dopo, secondo quanto riportato dal badante Brahim, due persone accompagnano Carlo Gilardi fuori dalla casa e lo fanno salire sull’ambulanza: da quel momento non si saprà più nulla del professore, né del suo stato di salute né dove si trovi. Neppure l’avvocato Agazzi riesce a ottenere maggiori informazioni circa il suo assistito.

'Perché ricoverarlo in una Rsa proprio durante una emergenza sanitaria?'

A questo punto l’inviata delle Iene si pone diverse domande: perché un’azione così decisa nei confronti di una persona sì anziana ma anche pienamente autosufficiente e lucida? Perché tutto questo mistero intorno alla sua “scomparsa”? Perché ricoverarlo in una Rsa nel pieno di un’emergenza sanitaria che colpisce in modo particolare proprio gli ospiti delle case di riposo? Perché questa necessità di tutelare il patrimonio di Carlo Gilardi quando, per via della presenza di un amministratore di sostegno, non poteva più disporre liberamente dei suoi averi ma doveva chiedere un’autorizzazione per ogni singolo prelievo o spesa? Perché non consentire neppure una telefonata con il professor Gilardi, per essere rassicurati da lui stesso circa il suo stato di salute e la sua serenità, nemmeno al suo avvocato?

Domande che Nina Palmieri ha provato a porre all’amministratrice Elena Barra, incrociata nelle vie di Lecco, ma quest’ultima si è rifiutata di rispondere ai quesiti, limitandosi a poche frasi di circostanza, a cominciare dallo standard “Non ho dichiarazioni da fare”, oltre a “La situazione è molto delicata, è al vaglio delle autorità anche sotto l’aspetto penale, il signor Gilardi sta bene”. Solo alla fine la dottoressa Barra si è leggermente sbilanciata, domandando a sua volta “Ma lei è sicura delle sue fonti?”, prima di allontanarsi a bordo della sua vettura.

Il Tribunale di Lecco conferma le azioni intraprese a tutela di Carlo Gilardi

Il giorno dopo la messa in onda della trasmissione, la dottoressa Barra ha diffuso un comunicato stampa che rigetta completamente la versione dei fatti proposta da Le Iene.

Nel comunicato, l'amministratrice afferma di avere ricevuto l’incarico dal tribunale a inizio ottobre, ritrovandosi a dover gestire una situazione grave cui provvedere con estrema urgenza. La vicenda, sempre secondo Barra, viene raccontata da Le Iene basandosi unicamente sulla versione proposta dal badante Brahim, che denuncia un quasi sequestro di persona: il caso invece viene seguito con “costante attenzione” da parte del giudice tutelare e dal tribunale di Lecco. Sarebbero stati emessi ordini di protezione e sarebbero in corso indagini da parte della Procura della Repubblica di Lecco: l’ipotesi di reato è circonvenzione d’incapace con una decina di persone che risulterebbero indagate, e tra queste vi sarebbe lo stesso Brahim.

Il comunicato prosegue affermando la sussistenza di “gravi condotte e di un pregiudizio attuale e concreto”: il professore non sarebbe stato portato via con la forza dal suo domicilio, sarebbe stata mandata in onda solo una parte della registrazione, in un momento successivo Carlo Gilardi avrebbe acconsentito a essere accompagnato agli accertamenti medici salendo in ambulanza di sua spontanea volontà; la presenza di due pattuglie dei carabinieri sarebbe stata determinata dalla sola volontà di tutelare la dottoressa Barra.

Il comunicato conclude riportando che “il professor Carlo Gilardi non è affatto rinchiuso contro la sua volontà”: avrebbe condiviso un "progetto di sua libertà personale" che gli permetterebbe di allontanarsi da persone che si sarebbero approfittate di lui e di tornare a vivere a casa sua, una volta messa in sicurezza la sua abitazione.

La vicenda è quindi ancora lontana dalla sua soluzione: le due versioni, quella presentata da Le Iene e quella dell’amministratrice di sostegno, sono diametralmente opposte e a questo punto non resta che attendere il responso delle indagini e della magistratura inquirente. Va però sottolineata la presa di posizione del tribunale di Lecco, che ha confermato in toto la versione della dottoressa Barra, oltre a quanto affermato dal sindaco di Airuno, Alessandro Milani, che dopo aver parlato con l’amministratrice ha avuto ampie rassicurazioni circa lo stato di salute di Carlo Gilardi e sulla volontà di consentirgli un rapido rientro nella sua abitazione.

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