Denise Pipitone scomparve a 4 anni da Mazara del Vallo (Trapani) il 1° settembre 2004. Della piccola non si è saputo più nulla. Dopo alcuni giorni di silenzio la madre di Denise, Piera Maggio, è tornata a parlare tramite i social, commentando le indagini che al momento sembrano essere ferme. Piera scrive: "Dopo tanto rumore, il silenzio fa paura... Specialmente se il tutto possa evolversi in oblio". Piera afferma di stimare quelle persone che sono sensibili all'argomento dal punto di vista umano, al di là della professione che svolgono, e rispettose nei confronti delle vittime della vicenda.

Tra questi, Piera Maggio menziona il suo storico legale, l'avvocato Giacomo Frazzitta, che stima per il lavoro svolto in questi anni. Nel post su Facebook, la mamma di Denise spiega che, nonostante l'evidenza, "non è stato facile far venire a galla la verità nelle aule di tribunali", aggiungendo che "dietro c'è stato un lavoro immane e incessante che spesso ci ha visti amareggiati, delusi e stanchi, giusto il tempo per raccogliere nuovamente le forze per continuare ad andare avanti".

Denise Pipitone: i ringraziamenti di Piera Maggio

Nel suo post Piera Maggio spiega di voler ringraziare l'intero entourage, ovvero, i professionisti che sono all'opera in questo periodo con l'obiettivo di trovare nuovi elementi per proseguire le ricerche della figlioletta Denise e la verità dietro la sua scomparsa.

Piera precisa di non conoscere il futuro, ma afferma che l'importante è credere in ciò che si fa ed essere amorevoli, onesti e professionali nel proprio lavoro. La moglie di Piero Pulizzi, papà biologico di Denise, non cede e fa sapere che continuerà a cercare sua figlia sperando che questo possa essere l'obiettivo di più persone.

Richiesta di archiviazione per quattro indagati

Riguardo all'inchiesta di Denise Pipitone, la Procura di Marsala ha richiesto l'archiviazione per quattro indagati: Anna Corona, Antonella Allegrini, Paolo Erba e Giuseppe Della Chiave. Secondo gli inquirenti, tuttavia, c'è un rischio molto elevato di inquinamento delle indagini.

Inquinamento che, a detta degli stessi, si produrrebbe tramite le modalità utilizzate da diversi siti internet, programmi televisivi e social nell'occuparsi del caso di scomparsa di Denise. Secondo i pm ci sarebbe anche un rapporto tra parti processuali e giornalisti considerato "insano" e "indissolubile". Si teme, di conseguenza, un "cortocircuito mediatico-giudiziario" che genererebbe solamente illusioni e false speranze. I riflettori sul caso si sono riaccesi dopo l'appello di Olesya Rostova, una ragazza russa di 20 anni alla ricerca delle sue origini. Si è poi scoperto che Olesya non era in realtà Denise; nonostante tutto, l'attenzione sulla sparizione della bimba di Mazara del Vallo si è comunque ampliata nei mesi seguenti.