Un nuovo crollo della falesia si è verificato nel pomeriggio del 23 agosto 2026 nella suggestiva collina del Castellaro a Camogli, in provincia di Genova. L’area, di significativo interesse archeologico e paesaggistico, è posta sotto la tutela della Soprintendenza per l'Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio della Liguria. Alcuni massi si sono staccati dalla parete rocciosa, alta oltre settanta metri, precipitando in mare. Fortunatamente, nessuna persona o imbarcazione è rimasta coinvolta nell'evento.
Il distacco, avvenuto attorno alle 17:50, ha richiesto l'intervento immediato dei vigili del fuoco e dei sommozzatori.
Le squadre di soccorso hanno operato per scongiurare la possibile presenza di bagnanti nella zona sottostante la frana. Sebbene la spiaggetta ai piedi della collina sia da tempo interdetta alla sosta, al transito e alla balneazione, la frequente affluenza di turisti ha reso indispensabile un controllo approfondito. I testimoni presenti hanno confermato l'assenza di persone nell'area, anche grazie a un'ordinanza comunale che vieta l'accesso nella fascia costiera a ridosso della falesia.
Dettagli sul distacco e le misure di sicurezza
Il sindaco di Camogli, Giovanni Anelli, ha chiarito che il cedimento dei massi si è verificato in un punto distante dalla cosiddetta frana principale, localizzata nei pressi del Cenobio dei Dogi, in direzione di Punta Chiappa.
L'area interessata dal recente crollo non è accessibile né a piedi né a nuoto, e le imbarcazioni sono tenute a mantenere una distanza di sicurezza dalla costa. I massi caduti, pur generando «molto fumo» al momento dell'impatto, sono precipitati vicino alla riva senza spingersi al largo.
L'erosione costante degli agenti atmosferici, che caratterizza questo tratto di costa a strapiombo sul mare, è riconosciuta come una delle cause primarie dei frequenti distacchi di materiale roccioso. La fragilità della falesia è un fenomeno noto da tempo, che ha spinto le autorità locali a implementare ordinanze di interdizione e a effettuare controlli periodici, in particolare durante i periodi di maggiore affluenza turistica, per garantire la sicurezza pubblica.
Precedenti storici e monitoraggio del territorio
La falesia di Camogli è stata teatro di numerosi episodi di frana nel corso degli anni. Il primo evento storicamente documentato risale al 1961, quando una frana di circa cento metri di altezza si staccò nei pressi di San Rocco. Cedimenti simili si sono ripetuti negli ultimi anni: nell'ottobre 2025, un masso di circa dieci chilogrammi cadde sul camminamento pedonale di via San Nicolò, poco prima di Punta Chiappa. Questo episodio portò il Comune a emettere un'ordinanza di chiusura temporanea del sentiero, successivamente mitigata con l'introduzione di fasce orarie per il transito sotto sorveglianza.
La collina del Castellaro e l'intera area costiera di Camogli rimangono sotto costante monitoraggio da parte delle autorità competenti.
L'obiettivo primario è duplice: garantire la sicurezza dei residenti e dei visitatori e, al contempo, preservare l'inestimabile patrimonio paesaggistico e archeologico che caratterizza questa porzione di costa ligure.