Una tragedia ha colpito Camogli nel pomeriggio del 22 agosto 2026, quando un turista italiano di 35 anni ha perso la vita in circostanze drammatiche. L'uomo si era imprudentemente tuffato dalla scogliera di Punta Chiappe, ignorando le condizioni del mare, che si presentava estremamente agitato con onde alte oltre un metro e una forza stimata a livello 3. La violenza delle acque lo ha immediatamente respinto, sbattendolo con forza contro gli scogli, dove è rimasto incastrato.
I soccorsi sono stati allertati con rapidità. La Croce Verde di Camogli ha mobilitato un'idroambulanza nel tentativo di raggiungere il luogo dell'incidente, ma la furia del mare mosso ha reso impossibile ogni approccio via acqua, ostacolando gravemente le operazioni.
Di fronte a questa difficoltà, è stato attivato un intervento più complesso: dalla vicina Genova è decollato l'elicottero Drago, con a bordo un medico. Il professionista è stato calato con cautela sulla scogliera, incessantemente battuta dalla violenta mareggiata.
Nonostante gli sforzi congiunti, per il turista non c'è stato purtroppo nulla da fare: il decesso è avvenuto in maniera praticamente immediata a causa dell'impatto. La salma è stata successivamente recuperata tramite l'elicottero e trasportata all'obitorio dell'ospedale San Martino, dove è rimasta a disposizione del magistrato di turno. L'episodio ha evidenziato ancora una volta i pericoli legati all'imprudenza in mare, specialmente in aree come Punta Chiappe, note per le loro scogliere e le correnti spesso insidiose.
Le complesse operazioni di soccorso e recupero
L'intervento di soccorso, rivelatosi purtroppo inutile, ha coinvolto un'ampia rete di professionisti e mezzi. Hanno partecipato attivamente i Vigili del fuoco, il personale sanitario della Croce Verde e l'equipaggio dell'elicottero Drago proveniente da Genova. Le operazioni sono state rese estremamente complicate e pericolose dalla persistente violenza delle onde, che hanno impedito ai soccorritori di avvicinarsi al corpo via mare. Il magistrato di turno ha quindi disposto l'utilizzo dell'elicottero per il recupero della salma, trasferita poi alla piazzola di elisoccorso e da lì all'obitorio dell'ospedale San Martino, concludendo una giornata di tragici eventi.
Un altro incidente sfiorato: la vicenda di Riomaggiore
La stessa giornata del 22 agosto 2026 è stata segnata da un altro incidente, fortunatamente con un esito non fatale, avvenuto a Punta Pineda, nel comune di Riomaggiore. Un ragazzo piemontese di 26 anni si stava preparando a effettuare un tuffo da uno scoglio quando è stato improvvisamente travolto da un'onda particolarmente forte. La corrente lo ha trascinato in mare e lo ha violentemente sbattuto contro gli scogli circostanti. Nonostante la gravità dell'impatto, che gli ha causato diverse escoriazioni e un trauma alla spalla destra, il giovane è riuscito a risalire autonomamente, dimostrando una notevole forza d'animo.
Sul luogo dell'incidente a Punta Pineda sono prontamente intervenuti i team del Soccorso alpino e speleologico Liguria e i Vigili del fuoco, che hanno fornito assistenza al giovane e verificato le sue condizioni.
Questo secondo episodio, sebbene non abbia avuto conseguenze letali, ha ribadito la necessità di prestare la massima attenzione e cautela quando ci si avvicina al mare, soprattutto in presenza di condizioni meteorologiche avverse e in zone caratterizzate da scogliere e fondali rocciosi, dove i pericoli possono essere imprevedibili e le conseguenze di un tuffo avventato possono rivelarsi fatali.