Tre agenti della polizia penitenziaria sono stati interdetti dal servizio per un anno a Roma, a partire dal 31 agosto 2026. La misura cautelare è scattata nell'ambito di un'inchiesta della Procura capitolina su presunte violenze e torture avvenute all'interno dell'Istituto penale per minorenni di Casal del Marmo. Al centro del procedimento ci sono dodici ragazzi detenuti nella struttura, indicati come vittime degli episodi contestati. Il provvedimento è stato emesso dal Gip a seguito delle testimonianze delle vittime.
L'ordinanza del Gip impone una misura interdittiva di dodici mesi per i tre agenti coinvolti.
L'indagine, condotta dalla Procura di Roma, mira a ricostruire gli eventi che sarebbero accaduti all'interno dell'istituto minorile, attribuendo particolare rilievo alle dichiarazioni rilasciate dai ragazzi detenuti. Il procedimento si concentra sulle gravi accuse di violenze e torture, delineando un quadro di condotte illecite all'interno dell'IPM di Casal del Marmo.
Le testimonianze e il provvedimento del giudice
Nel fascicolo d'inchiesta risultano coinvolti, a vario titolo, un totale di dieci agenti della polizia penitenziaria, accusati di aver perpetrato condotte violente contro i dodici detenuti minorenni. Il giudice, nell'ordinanza, ha qualificato esplicitamente le condotte contestate come torture.
Tale classificazione si basa su un'ampia raccolta di prove, che include le testimonianze dirette delle vittime, immagini, denunce formali, relazioni di servizio e referti medici. Le vittime sono state identificate prevalentemente come giovani stranieri, con un'età compresa tra i 15 e i 19 anni.
I ragazzi hanno dettagliato episodi di pestaggi, minacce, umiliazioni e aggressioni subite. Questi gravi elementi costituiscono il fulcro dell'inchiesta che ha condotto alla sospensione dal servizio per dodici mesi dei tre agenti. È importante sottolineare che la misura interdittiva disposta dal Gip, pur avendo un impatto immediato sull'attività professionale degli agenti, non costituisce una definizione dell'esito finale del procedimento giudiziario.
Le segnalazioni di Antigone e il ruolo del Dipartimento
L'associazione Antigone ha dichiarato di aver attivato una segnalazione ben prima dell'emissione del provvedimento interdittivo. L'organizzazione ha specificato: 'Già nel luglio 2025 avevamo presentato un esposto'. Antigone ha inoltre provveduto a segnalare gli episodi di violenza al Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, evidenziando la gravità della situazione.
A seguito delle segnalazioni ricevute, il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità ha agito prontamente, presentando due denunce formali per contribuire a fare piena luce sulla vicenda e garantire un'indagine approfondita sui fatti contestati.