Tre agenti della polizia penitenziaria sono stati interdetti dal servizio per un anno, dall’inchiesta della Procura di Roma su presunte violenze e torture ai danni di dodici giovani detenuti nell’Istituto penale per minorenni di Casal del Marmo. La notizia, diffusa il 31 agosto 2026 alle 16:07, è un’ordinanza del Gip sugli episodi contestati. Si basa sulle testimonianze delle vittime. I dodici detenuti avrebbero subito violenze e torture. Antigone ha presentato un esposto nel luglio 2025 e segnalato gli episodi al Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, che ha depositato due denunce per chiarire la vicenda.

Dettagli dell’inchiesta e provvedimenti

L’ordinanza di interdizione, notificata il 17 agosto, parla di tortura. La misura si fonda su una ricostruzione basata su molteplici elementi: testimonianze, immagini, denunce, relazioni di servizio e referti medici. Questi ultimi documentano lesioni e segni fisici (ecchimosi, escoriazioni, ferite, lividi, arrossamenti) a supporto del quadro accusatorio.

L’indagine coinvolge complessivamente dieci agenti della polizia penitenziaria. Due sono indagati per tortura, cinque per lesioni e tre per falso. La misura interdittiva riguarda solo i tre agenti sospesi. Le dodici testimonianze delle presunte vittime sono state raccolte tramite incidenti probatori. I ragazzi coinvolti sono tutti stranieri, prevalentemente egiziani, con età compresa tra 15 e 19 anni.

Il contesto di Casal del Marmo

L’Istituto penale per minorenni di Casal del Marmo è il centro degli episodi. Le segnalazioni di Antigone e le denunce del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità hanno evidenziato una preesistente preoccupazione, portando all'attuale procedimento giudiziario. L'inchiesta mira a fare luce e a garantire giustizia per i giovani detenuti.