Il mondo del giornalismo italiano è in lutto per la scomparsa di Romano Bartoloni, una delle figure più rappresentative e storiche del panorama romano e un punto di riferimento nel sindacato di categoria. Il giornalista è deceduto lunedì 31 agosto 2026, all’età di novant’anni. La notizia della sua dipartita, comunicata da Roma nella stessa giornata, ha immediatamente generato un’ondata di profondo cordoglio, in particolare da parte del coordinamento nazionale di Pluralismo e Libertà, un’importante area di rappresentanza presente in Stampa Romana, Fnsi, Inpgi e Casagit.
Attraverso un toccante messaggio, il coordinamento nazionale di Pluralismo e Libertà ha voluto rendere omaggio a Bartoloni, definendolo esplicitamente una figura storica del giornalismo capitolino e, per molti anni, un autorevole punto di riferimento per il Sindacato Cronisti Romani. Il testo ha enfaticamente richiamato il suo instancabile lavoro sia nella cronaca quotidiana sia all'interno degli organismi di categoria, sottolineando come la sua intera attività professionale sia stata indissolubilmente legata ai valori fondamentali dell’indipendenza, della libertà di stampa e del rigoroso rispetto della verità dei fatti. Questi principi, infatti, hanno sempre guidato la sua etica professionale.
La lunga e illustre carriera professionale e l'impegno sindacale
Romano Bartoloni ha intrapreso la sua carriera come giornalista professionista il 24 maggio 1962, dopo aver accumulato una significativa e formativa esperienza nel lavoro redazionale durante i primi anni della sua attività. Nel corso della sua lunga e illustre carriera, ha ricoperto l’importante e prestigioso ruolo di caporedattore presso il quotidiano Il Popolo. Parallelamente al suo impegno redazionale, Bartoloni ha dedicato gran parte delle sue energie al mondo sindacale, guidando per numerosi anni il Sindacato Cronisti Romani. In questa associazione di categoria, ha ricoperto la presidenza per diversi mandati consecutivi, affermandosi come una figura centrale e insostituibile per la tutela e la rappresentanza dei giornalisti.
Il suo profondo legame con la professione si è manifestato anche attraverso un costante impegno nella salvaguardia della memoria storica del giornalismo. Bartoloni, infatti, non si è limitato all'attività di cronista e dirigente sindacale, ma ha anche scritto e curato diverse pubblicazioni di grande valore storico, incentrate sul giornalismo e sulla cronaca. In queste opere, ha affrontato temi cruciali come i diritti dei giornalisti e l'importanza della conservazione della storia del mestiere. Questi molteplici aspetti hanno completato il quadro del suo impegno nei luoghi di rappresentanza professionale, come è stato opportunamente richiamato nel messaggio di cordoglio di Pluralismo e Libertà.
Il tributo di Pluralismo e Libertà: un'eredità di valori
Nel suo sentito tributo, il coordinamento nazionale di Pluralismo e Libertà ha voluto mettere in risalto il percorso straordinario di Romano Bartoloni nel mondo del giornalismo, un cammino che si è esteso per oltre sessant’anni. Il messaggio lo ha descritto come un cronista appassionato e rigoroso, capace di attraversare decenni di evoluzioni professionali mantenendo "sempre saldi i valori dell'indipendenza, della libertà di stampa e del rispetto della verità dei fatti".