A dieci anni dal sisma del 2016, l'Umbria presenta un bilancio significativo della ricostruzione. Il Rapporto Ricostruzione 2026 evidenzia progressi tangibili sia nel settore privato che in quello pubblico, con migliaia di cantieri avviati e un'ingente massa finanziaria mobilitata per la ripartenza dei territori colpiti.

Ricostruzione privata: stato dell'arte

In Umbria, per la ricostruzione privata, sono state presentate 5.469 richieste di contributo, con 3.948 approvate. L'importo richiesto supera i 2,15 miliardi di euro; 1,54 miliardi di euro sono stati concessi e 998,9 milioni liquidati (pari al 65% del concesso).

I cantieri conclusi sono 2.699, mentre 1.110 sono in corso. La ricostruzione leggera ha un tasso di evasione del 95%, quella pesante dell'87%.

La provincia di Perugia è il fulcro degli interventi privati, con 5.141 richieste, 3.728 approvate e oltre 1,44 miliardi di euro concessi. Tra i comuni più colpiti spiccano Norcia (1.751 richieste, oltre 618,8 milioni concessi), Spoleto (997 richieste, circa 266 milioni concessi), Cascia (482 richieste, oltre 143 milioni concessi) e Preci (230 richieste, oltre 74 milioni concessi). Nella provincia di Terni, si registrano 328 richieste (220 approvate) e oltre 90,4 milioni di euro concessi.

Opere pubbliche e patrimonio

Sul fronte pubblico, in Umbria sono censiti 541 interventi per un importo programmato complessivo di circa 802,1 milioni di euro, distribuiti in 61 comuni.

La provincia di Perugia conta 478 interventi in 45 comuni, per oltre 768,1 milioni di euro. Norcia (67 interventi, oltre 196 milioni), Spoleto (53 interventi, oltre 107 milioni) e Foligno (oltre 97 milioni) sono tra i territori con maggiori risorse. Per Terni, 63 interventi sono programmati in 16 comuni per circa 34 milioni di euro. Sono stati realizzati 12 centri di comunità con donazioni via SMS (oltre 4,2 milioni). Rilevanti anche gli interventi su edifici di culto e beni culturali (194 progetti, circa 154 milioni), inclusa la riapertura della basilica di San Benedetto a Norcia e della chiesa di San Francesco a Cascia. Lavori in corso riguardano ospedali a Cascia e Norcia e l’abbazia di Sant’Eutizio a Preci.

Castelluccio di Norcia: un cantiere simbolo

Un caso emblematico è Castelluccio di Norcia, a 1.452 metri di altitudine, dove il patrimonio edilizio è stato quasi totalmente compromesso. Circa 68 milioni di euro sono stati destinati alla ricostruzione integrata del centro storico, con una piattaforma strutturale dotata di sistemi di isolamento sismico. A gennaio 2026 è stato approvato il progetto definitivo-esecutivo del Lotto Costruttivo n. 1, e proseguono le opere di terrazzamento e la progettazione della piastra fondale. Sono in corso anche le attività propedeutiche alla ricostruzione della chiesa di Santa Maria Assunta.

Assistenzae sostegno economico

Tra marzo 2025 e marzo 2026, l’Umbria ha registrato una contrazione del 16,4% nell’assistenza abitativa (da 1.049 a 877 dichiarazioni attive).

La flessione ha interessato sia i beneficiari del Contributo di Autonoma Sistemazione (CDA) che quelli ospitati nelle Soluzioni Abitative d'Emergenza (SAE). La provincia di Terni ha mostrato la contrazione percentuale più elevata tra le province del cratere sismico (-25,5%).

Per le attività produttive, sono stati erogati 9,9 milioni di euro per delocalizzazioni e circa 6,4 milioni per danni a beni mobili. Negli anni, oltre 5 milioni sono stati liquidati a 526 ditte nel 2018, con ulteriori finanziamenti nel 2019, 2022 e 2024. Interventi per luoghi di culto legati all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi hanno ricevuto oltre 17 milioni di euro.

Prospettive e impegno per la rinascita

Il commissario straordinario alla riparazione e ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, ha evidenziato che la ricostruzione dell’Umbria è in una fase concreta e misurabile. I dati attestano un lavoro imponente che coinvolge abitazioni, centri storici, scuole e luoghi di cultura. La sfida è accelerare ulteriormente, mantenendo alta la qualità degli interventi e rafforzando la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. La ricostruzione è essenziale per rendere attrattivi i territori dell’Appennino centrale e favorire il ritorno di famiglie e attività, con l’Umbria che si configura come simbolo di questa rinascita.