Una tragica vicenda ha scosso la comunità di Tito, in provincia di Potenza, dove Maria Vittoria Carbone, una donna di cinquantasette anni, è stata trovata morta nella tarda serata del 20 agosto 2026. La scoperta è avvenuta all'interno dell'abitazione del figlio, Giampiero Santamaria, un trentunenne già seguito dal Centro di Igiene Mentale di Potenza. Secondo le prime ricostruzioni, la signora Carbone si trovava in visita presso l'appartamento del figlio, situato adiacente a quello dell'ex marito e padre del giovane, quando una violenta discussione sarebbe degenerata fatalmente.

Le condizioni di Maria Vittoria Carbone sono apparse immediatamente gravissime ai sanitari del 118, giunti sul posto poco prima della mezzanotte. Nonostante i disperati tentativi di rianimazione, la donna è purtroppo deceduta a causa di un grave trauma facciale. Gli inquirenti ipotizzano che le lesioni siano state inferte con un oggetto contundente, la cui identità non è stata ancora definita. Sul luogo dell'accaduto sono prontamente intervenute anche le forze dell'ordine, che hanno avviato le indagini per fare piena luce sulla dinamica dei fatti e individuare le responsabilità.

Le indagini e la confessione dell'omicidio

Le attenzioni degli investigatori si sono concentrate fin dalle prime ore su Giampiero Santamaria, il figlio della vittima.

Il giovane è stato sottoposto a un lungo e intenso interrogatorio, al quale ha partecipato anche il Procuratore della Repubblica, Camillo Falvo. Al termine di ore di confronto, il trentunenne ha confessato di aver ucciso la madre, sferrandole una serie di colpi al volto. A seguito di questa confessione, per Giampiero Santamaria è scattata l'accusa formale di omicidio. È stato inoltre confermato che sia la vittima, Maria Vittoria Carbone, sia il figlio erano già seguiti e supportati dai servizi sociali locali e da specifiche strutture sanitarie.

Il contesto familiare e il profilo dell'indagato

L'aggressione che ha portato alla morte di Maria Vittoria Carbone si è consumata nell'appartamento di Giampiero Santamaria, il quale è affetto da disturbi psichici.

La madre si era recata in visita proprio in quella casa, un incontro che si è trasformato in tragedia. La posizione del trentunenne è ora attentamente al vaglio degli inquirenti, che stanno lavorando per approfondire ogni circostanza e per comprendere le motivazioni che hanno spinto il giovane a compiere un gesto così efferato. Le indagini proseguono senza sosta, con l'obiettivo di raccogliere ulteriori elementi e di identificare con certezza l'oggetto utilizzato per colpire mortalmente la donna.