Tre agenti della polizia penitenziaria sono stati interdetti dal servizio per un anno a seguito di un'inchiesta della Procura di Roma. Il provvedimento riguarda presunte violenze e torture subite da dodici giovani detenuti nell'Istituto penale per minorenni di Casal del Marmo, nella Capitale. L'interdizione è stata disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) dopo le testimonianze delle presunte vittime.
Gli episodi contestati si sarebbero verificati all'interno della struttura minorile romana. L'associazione Antigone aveva già segnalato la situazione con un esposto nel luglio 2025.
Aveva inoltre informato il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, che a sua volta aveva sporto due denunce formali per accertamenti.
Le misure cautelari e il quadro accusatorio
La misura interdittiva dal servizio per i tre agenti ha una durata di dodici mesi ed è stata notificata il 17 agosto 2026. Coinvolge personale della polizia penitenziaria in servizio presso l'istituto minorile. Nell'inchiesta, la Procura di Roma contesta complessivamente condotte attribuite a dieci agenti: due indagati per tortura, cinque per lesioni e tre per falso. Gli atti richiamano testimonianze, immagini, denunce, relazioni di servizio e referti medici.
Tra gli elementi fondamentali del procedimento figurano le dodici testimonianze delle presunte vittime, raccolte tramite incidenti probatori.
I ragazzi coinvolti sono detenuti minorenni, con età tra i 15 e i 19 anni. I referti medici citati negli atti documentano ecchimosi, escoriazioni, una ferita all'occhio, lividi e arrossamenti. L'inchiesta si avvale anche di filmati delle telecamere interne al carcere minorile e di relazioni di servizio.
Le segnalazioni iniziali e gli sviluppi dell'indagine
Nel fascicolo del procedimento compaiono le due denunce presentate da Antonio Sangermano, capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, unitamente agli esposti di Antigone e della Garante dei detenuti. I documenti dell'inchiesta portano le firme della pm Rosalia Affinito e del procuratore aggiunto Giuseppe De Falco. La difesa degli agenti coinvolti è stata affidata all'avvocato Marco De Carolis.