Un giovane di 24 anni è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico a Perugia, il 18 settembre 2026. Il provvedimento, scaturito da una denuncia-querela della sua ex compagna, è stato eseguito dai carabinieri di Corciano su delega della Procura di Perugia, in esecuzione di un'ordinanza del Gip.
Al centro della misura cautelare vi è una grave e sistematica condotta di atti persecutori. Le indagini hanno ricostruito come l'indagato avrebbe rivolto minacce di morte alla vittima e ai suoi familiari, compiuto aggressioni verbali e fisiche e effettuato numerosi appostamenti, delineando un quadro di intimidazione e controllo.
Le condotte contestate
Tra i fatti specifici contestati, l'ordinanza include il controllo dell'abitazione della donna, attuato tramite l'invio di fotografie e messaggi. Un episodio di particolare gravità attribuito al 24enne è una manovra automobilistica pericolosa, con la quale avrebbe costretto la ex compagna a una frenata d'emergenza per impedirle di proseguire. Tali condotte hanno portato il Gip a disporre la misura cautelare.
La decisione del Gip è stata motivata dal ravvisato concreto e attuale pericolo di reiterazione del reato. La misura impone al giovane la permanenza presso il proprio domicilio e l'utilizzo del braccialetto elettronico. Il procedimento ha coinvolto Procura, pubblico ministero e carabinieri di Corciano.
Il reato di atti persecutori
Il codice penale italiano, all'articolo 612-bis, definisce e punisce gli atti persecutori. Questa disposizione sanziona chi, con condotte reiterate, minaccia o molesta una persona in modo da causare un perdurante e grave stato di ansia o di paura, o da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di una persona. Tale articolo evidenzia la serietà delle accuse.