Un 28enne è stato arrestato nel Barese e posto agli arresti domiciliari con l’accusa di rapina aggravata ai danni di una donna anziana e vulnerabile. Il provvedimento cautelare personale, emesso dal gip del Tribunale di Bari su richiesta del Pubblico Ministero, è stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Altamura il 22 settembre 2026. L'episodio contestato risale al 23 agosto 2026.

Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari, con il giovane indicato come presunto responsabile della rapina. È importante sottolineare che le valutazioni successive, con il contributo della difesa, saranno decisive per l'accertamento definitivo delle responsabilità.

Dopo l’esecuzione della misura, il 28enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari nella propria abitazione, a disposizione dell’Autorità giudiziaria competente.

L'accusa di rapina aggravata

L’ipotesi alla base del provvedimento riguarda una rapina aggravata commessa il 23 agosto 2026 ai danni di una pensionata, indicata come anziana e vulnerabile. L'azione, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stata compiuta con la finalità di trarne una 'comoda fonte di lucro'. Il provvedimento restrittivo non definisce una responsabilità definitiva, poiché il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari.

La misura cautelare è stata disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Bari su richiesta del Pubblico Ministero.

L’esecuzione è stata affidata ai militari della Compagnia Carabinieri di Altamura, che hanno provveduto all’arresto e alla collocazione del 28enne ai domiciliari. La notizia è stata diffusa il 27 settembre 2026 da Bari, con riferimento all’attività investigativa svolta dopo il fatto contestato.

Le indagini e l'identificazione

Le indagini hanno valorizzato le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nelle aree di interesse. I carabinieri hanno concentrato l’attenzione su un profilo specifico attraverso tratti somatici, corporatura e movenze del presunto autore, oltre che tramite elementi legati all’abbigliamento e alle calzature utilizzate. Gli accertamenti hanno riguardato anche la ricostruzione degli spostamenti nelle zone esaminate. Alle verifiche dei militari è seguito il riconoscimento da parte della vittima, un elemento chiave per le indagini.