La Polizia Locale di Ravenna ha intensificato i controlli sulle biciclette elettriche a pedalata assistita modificate, un fenomeno in crescita che desta preoccupazione per la sicurezza stradale. L’operazione ha portato al sequestro amministrativo, finalizzato alla confisca, di ben 12 veicoli che erano stati trasformati illegalmente in veri e propri ciclomotori abusivi. Nel corso delle verifiche, un conducente è stato inoltre denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, evidenziando la gravità di alcune situazioni riscontrate.

Gli accertamenti tecnico-funzionali eseguiti sui mezzi fermati hanno rivelato la presenza diffusa di acceleratori manuali.

Questi dispositivi consentivano alle e-bike di procedere autonomamente, senza la necessità di pedalare, e di raggiungere velocità ben superiori al limite di 6 km/h consentito per la propulsione esclusivamente elettrica. In particolare, due dei veicoli esaminati sono risultati capaci di toccare velocità elevate, rispettivamente di 48 km/h e 55 km/h, trasformandoli di fatto in mezzi pericolosi e non conformi alle normative vigenti.

Gli accertamenti sui mezzi modificati

Durante le operazioni di controllo, che si sono svolte in un arco di 72 ore, le pattuglie della Polizia Locale hanno intercettato un totale di 12 conducenti che circolavano a velocità elevate, senza effettuare alcuna azione di pedalata.

Tutti i mezzi sono stati immediatamente sottoposti a sequestro amministrativo e trasferiti presso la sede del Comando in via D’Aleggio. I conducenti sono stati sanzionati a seguito delle approfondite verifiche sulle caratteristiche tecniche delle loro biciclette elettriche, che hanno confermato le modifiche irregolari.

Tra i casi più significativi emersi durante i controlli, figura quello di un ragazzo italiano di 18 anni. Fermato mentre era alla guida di una e-bike modificata, il giovane utilizzava unicamente l’acceleratore per muoversi, raggiungendo una velocità di 34,5 km/h, anche con l’assistenza del motore impostata al livello minimo. Precedentemente, le forze dell'ordine avevano già fermato altri due cittadini stranieri a bordo di veicoli analogamente alterati e non conformi alle disposizioni di legge.

La denuncia per resistenza

Un episodio di particolare rilievo si è verificato durante uno degli interventi, quando un conducente di cittadinanza tunisina, regolarmente presente sul territorio nazionale, ha opposto una resistenza fisica agli agenti nel tentativo di impedire il sequestro della propria e-bike. L’uomo è stato prontamente denunciato a piede libero per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Questo episodio sottolinea la complessità e le sfide affrontate dalla Polizia Locale nell'attività di contrasto alle biciclette elettriche irregolari o strutturalmente modificate che circolano sulle strade di Ravenna.

Le verifiche si sono concentrate in modo specifico sugli acceleratori manuali installati sui manubri.

Questi sistemi, permettendo ai mezzi di muoversi senza la necessaria pedalata, trasformano di fatto le biciclette elettriche a pedalata assistita in veicoli assimilabili a ciclomotori non immatricolati. Tale modifica, oltre a essere illegale, comporta l'assenza di targa e assicurazione, creando seri rischi per pedoni e altri utenti della strada e compromettendo la sicurezza generale della circolazione.