Una donna è stata arrestata all’Ospedale dell’Angelo di Mestre nella notte tra sabato e domenica 6 settembre 2026, a seguito di un grave episodio di violenza. La reazione è scattata poco dopo la mezzanotte, quando alla familiare di un paziente ricoverato in rianimazione è stata comunicata la notizia del decesso del congiunto. La donna, in preda a un’escalation di rabbia, ha iniziato a urlare e a danneggiare gli arredi della sala d’attesa riservata, rendendo necessario l’intervento immediato di operatori sanitari e guardie giurate nel tentativo di ristabilire la calma.
La violenta sequenza all'interno dell'ospedale
Nonostante gli sforzi del personale per contenere la situazione, la donna è stata inizialmente isolata nella sala, mentre i pazienti in attesa nel vicino Pronto Soccorso sono stati precauzionalmente evacuati per garantire la loro sicurezza. La donna ha continuato a colpire gli arredi con veemenza e, in un momento successivo, è riuscita ad accedere agli spazi della Rianimazione. Qui, la situazione è ulteriormente degenerata: ha minacciato e colpito fisicamente un anestesista. Solo l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, giunte sul posto, ha permesso di bloccarla e procedere con l’arresto.
Il direttore generale dell’Ulss 3, Massimo Zuin, ha espresso una ferma condanna per l’accaduto, manifestando piena vicinanza e solidarietà al personale coinvolto.
Zuin ha sottolineato come l’episodio si inserisca in un preoccupante quadro di aggressioni crescenti contro operatori e strutture sanitarie, ribadendo che tali atti “non sono giustificabili mai, per nessun motivo”. Ha inoltre aggiunto che “Le persone che lavorano al servizio della comunità non possono diventare il bersaglio della rabbia”, evidenziando l’importanza di tutelare chi opera in prima linea.
Un secondo intervento nella stessa notte
La stessa notte, intorno alle ore 2, l’Ospedale dell’Angelo è stato teatro di un secondo episodio che ha richiesto l’intervento del servizio di sicurezza. Una persona è stata fermata dopo essersi introdotta negli uffici di controllo e gestione della struttura.
L’ingresso non autorizzato ha fatto scattare l’allarme interno. Le intenzioni dell’intruso sono ora al vaglio delle forze dell’ordine, che lo hanno preso in custodia dopo l’intervento della sicurezza ospedaliera.
I due distinti episodi, avvenuti nella stessa notte all'Ospedale dell'Angelo di Mestre, hanno richiesto un notevole dispiegamento di forze e attenzione. Il primo, caratterizzato dalla violenta reazione di una familiare al decesso di un paziente e culminato nell'arresto, ha evidenziato la vulnerabilità del personale sanitario. Il secondo, con l'intrusione in aree sensibili dell'ospedale, ha posto l'accento sulla necessità di costante vigilanza all'interno delle strutture ospedaliere, con le indagini ancora in corso per accertare le motivazioni dell'intruso.