Antigone ha presentato a Bari, il 29 settembre 2026, il suo XXII rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia, intitolato "Tutto chiuso". Dal documento emerge un quadro allarmante: le carceri italiane ospitano 64.436 detenuti, a fronte di soli 46.318 posti disponibili. Questa disparità evidenzia un netto peggioramento del sovraffollamento rispetto agli anni precedenti. La presentazione ufficiale del rapporto si è tenuta presso la sede dell'associazione La giusta causa.
Il rapporto di Antigone evidenzia inoltre un significativo arretramento nell'applicazione delle misure alternative alla detenzione.
Le prese in carico da parte dell'Ufficio esecuzione penale esterna per l'affidamento in prova ai servizi sociali, considerata la misura alternativa più diffusa, hanno registrato un calo, passando da 26.151 a 24.627 nell'ultimo anno. Un andamento analogo si osserva anche per la detenzione domiciliare, confermando una tendenza alla riduzione delle opzioni extramurarie.
Reati, aggravanti e regimi di detenzione
Sul fronte legislativo, il rapporto segnala l'introduzione di oltre 55 nuovi reati, più di 60 nuove aggravanti e oltre 65 inasprimenti sanzionatori. La condizione detentiva attuale mostra che il 60,26% della popolazione reclusa si trova in regime chiuso, categoria che include la massima sicurezza ordinaria, l'alta sicurezza e il regime del 41-bis.
Si registra inoltre un aumento significativo dei provvedimenti di isolamento disciplinare, cresciuti del 171% rispetto al 2019.
La vita detentiva è strettamente collegata a una crescente sofferenza psico-fisica tra i reclusi. Un dato significativo rivela che nel 46,5% dei casi le persone detenute fanno ricorso all'uso di sedativi o ipnotici. L'analisi condotta su 102 istituti penitenziari visitati ha rivelato gravi criticità strutturali: in 66 strutture sono presenti reparti inagibili che riducono ulteriormente lo spazio disponibile, mentre in 23 istituti il bagno e l'area cucina si trovano nello stesso ambiente, compromettendo igiene e dignità.
Le condizioni materiali negli istituti
Tra le criticità strutturali più evidenti, il rapporto segnala la mancanza di acqua calda in 47 carceri e l'assenza di docce all'interno delle celle in ben 53 istituti.
Un dato particolarmente grave riguarda il periodo tra il 2018 e il 2024, durante il quale la magistratura di sorveglianza ha accolto oltre 30mila ricorsi per trattamenti inumani e degradanti. Questi ricorsi sono stati motivati principalmente dall'indisponibilità dello spazio minimo di tre metri quadrati a persona, una condizione che viola i diritti fondamentali dei detenuti.
Il sovraffollamento, tema centrale del rapporto, emerge anche nelle recenti dichiarazioni diffuse da Antigone in merito all'indagine conoscitiva sulle carceri, deliberata dalla Commissione Giustizia.