Un'importante perizia balistica ha gettato nuova luce sulla tragica notte tra il 19 e il 20 settembre 2026 a Baldissero d’Alba, in provincia di Cuneo, dove Gjovalin Lazri è stato fatalmente colpito durante un'intrusione in una cascina. La ricostruzione balistica, al centro dell'indagine, riguarda gli spari esplosi dalla proprietà di Roberto Mollo, il proprietario accusato di omicidio.

Secondo quanto emerso dalla perizia, Roberto Mollo si trovava al piano terra della sua cascina e, durante l'intrusione di alcuni ladri, è salito sul balcone. Da quella posizione, ha esploso colpi verso gli intrusi, e uno di questi ha raggiunto Gjovalin Lazri, che è deceduto a seguito delle ferite.

La distanza degli spari, secondo la perizia, è compresa tra i 10 e i 30 metri, con l'ipotesi che la distanza effettiva non abbia superato i 14 metri.

Questo dato sulla distanza è cruciale per la ricostruzione della dinamica all'interno del cortile della cascina, descritto come un'area confinata. Gli spari sono risultati partiti dal balcone. I carabinieri hanno repertato 12 bossoli raggruppati, un elemento che suggerisce come i colpi siano stati esplosi da un unico punto e in una sola direzione. La direzione di tiro è stata indicata verso le luci delle torce degli intrusi, come richiamato anche dalla frase: “Il padrone di casa salì sul balcone e sparò verso le torce dei ladri”.

Gli elementi della dinamica: bossoli, torce e punto di sparo

Nel luogo dell'episodio sono state repertate tre torce. Una di queste, trovata vicino al cadavere, è stata attribuita a Lazri. La presenza delle torce è un elemento chiave per comprendere la direzione dei colpi e la visibilità nel cortile durante le ore notturne, aspetti fondamentali per l'indagine.

La perizia balistica colloca gli spari in un intervallo tra 10 e 30 metri, ma considera possibile una distanza reale non superiore a 14 metri. Questo dato si discosta dalla prima distanza indicata per il corpo della vittima rispetto al balcone. Nella ricostruzione iniziale dell'indagine, infatti, il corpo del trentaseienne di origine albanese era stato individuato tra i 30 e i 40 metri dal punto in cui si riteneva avesse sparato Mollo.

Era stata anche considerata l'ipotesi che Lazri, dopo essere stato ferito, potesse essersi spostato di alcuni metri prima di cadere a terra. La perizia balistica è fondamentale per collegare il punto di sparo, i bossoli repertati e la posizione degli elementi rinvenuti nel cortile, fornendo un quadro più preciso degli eventi.

L'indagine e la posizione di Roberto Mollo

Roberto Mollo, 35 anni, proprietario della casa colonica e autotrasportatore, è attualmente accusato di omicidio. La cascina, oggetto di ristrutturazione, era stata teatro dell'intrusione di Lazri e di alcuni suoi complici. L'indagine prosegue per chiarire ogni aspetto della vicenda.