Un’indagine approfondita, condotta dalla Procura di Cuneo e durata oltre un anno, ha portato all’identificazione e all’applicazione di misure cautelari per quattro giovani, di età compresa tra i 22 e i 30 anni. Sono accusati di aver lanciato grosse pietre contro veicoli in transito lungo la Bovesana, nel Cuneese. La notizia è stata resa nota a Borgo San Dalmazzo il 1 settembre 2026.

I Carabinieri della Compagnia di Borgo San Dalmazzo hanno eseguito i provvedimenti nell’ambito dell’inchiesta che ha fatto luce su una serie di gravi episodi avvenuti lungo l’asse stradale che collega Cuneo, Boves e Borgo San Dalmazzo.

I quattro indagati, tutti residenti nell’Astigiano, sono legati da stretti rapporti familiari.

Gli elementi raccolti dagli inquirenti li collegano a ben 11 episodi accertati. Le ipotesi di reato contestate dalla Procura di Cuneo sono di estrema gravità: 11 tentati omicidi, uno per ciascun attacco, oltre al reato di attentato alla sicurezza dei trasporti. Per i giovani è stato disposto l’obbligo di dimora, con l’ulteriore prescrizione della permanenza notturna presso le rispettive abitazioni.

I gravi episodi sulla Bovesana

I fatti contestati risalgono ai primi giorni di agosto 2025. In quel periodo, numerosi automobilisti e camionisti avevano segnalato con preoccupazione il lancio di pietre contro i loro mezzi mentre percorrevano la Bovesana.

Tra i veicoli colpiti figurano diverse auto private, un camper e, in un caso particolarmente allarmante, un pulmino di uno sci club.

A bordo del pulmino, identificato come appartenente allo sci club Equipe Limone, viaggiavano 15 giovani atleti di ritorno dagli allenamenti. Una delle pietre lanciate ha sfondato il parabrezza del mezzo, proiettando schegge di vetro all’interno dell’abitacolo. Nonostante il forte impatto, il conducente è riuscito a mantenere il controllo e a fermare il veicolo in sicurezza. Una ragazza a bordo ha riportato, fortunatamente, solo lievi ferite. Gli altri episodi accertati hanno coinvolto veicoli privati e mezzi commerciali in transito sulla medesima direttrice stradale del Cuneese.

Le indagini e le misure cautelari

L’attività investigativa, durata oltre un anno, è stata complessa e articolata. Ha visto l’incrocio di diverse fonti di prova: le testimonianze delle vittime e di eventuali presenti, i rilievi sui mezzi danneggiati che hanno fornito preziose indicazioni sulla dinamica degli attacchi, e le immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza installati nella zona. Ulteriori e significativi elementi sono emersi dalle intercettazioni ambientali.

Questo meticoloso lavoro di raccolta e analisi ha permesso agli investigatori di attribuire ai quattro giovani gravi indizi di colpevolezza in relazione ai raid stradali contestati. La ricostruzione degli eventi ha evidenziato il legame familiare tra gli indagati.