Ascoli Piceno ha ricordato il 12 settembre 1943 con la commemorazione dell’83° anniversario degli scontri urbani nei quali popolazione e primi nuclei di resistenti affrontarono le truppe tedesche. La cerimonia del 12 settembre 2026 è partita dal sottopasso ferroviario di via SS. Filippo e Giacomo, luogo legato alla memoria dei giovani avieri di stanza alle Casermette, e ha poi raggiunto corso Vittorio Emanuele e l’ex Distretto militare in corso Mazzini.
All’iniziativa hanno partecipato l’ANPI e le autorità locali. Tra i presenti figurano il prefetto Giovanna Longhi, il questore Alessandro Gullo, il presidente della Provincia Fabio Salvi e l’assessore Donatella Ferretti, insieme alle forze di polizia e alle associazioni combattentistiche.
La commemorazione ha richiamato il ruolo dei giovani avieri della classe 1923, indicati come protagonisti della scelta di opporsi alle truppe tedesche insieme alla popolazione e ai primi resistenti.
Il percorso della commemorazione
Il programma della giornata indicava il ritrovo alle 9.30 presso il sottopasso ferroviario di via SS. Filippo e Giacomo. Da lì il corteo ha seguito un itinerario cittadino collegato ai luoghi degli scontri: il passaggio in corso Vittorio Emanuele, presso l’ex caserma Vecchi, e quello davanti all’ex Distretto militare in corso Mazzini. In questi punti la cerimonia ha mantenuto il legame tra la ricorrenza pubblica e gli spazi urbani nei quali la memoria del 12 settembre 1943 resta fissata da lapidi e commemorazioni.
Nel ricordo ufficiale compaiono i quattro avieri Gaetano Barrile, Antonio D’Urso, Giuseppe Faienza e Giovanni Verbale, caduti negli scontri e decorati con Medaglia d’Argento al Valor Militare. Il percorso ha incluso anche le lapidi dedicate a Concetta Cafini, 23 anni, e ad Adriano Cinelli, 17 anni, presso l’ex caserma Vecchi, accanto alla chiesa del Carmine. Davanti all’ex Distretto militare sono stati ricordati Leone Lepore e Luciano Albanesi, militari caduti in combattimento.
Il riferimento agli avieri della classe 1923
La presidente dell’ANPI Rita Forlini ha richiamato il coraggio degli avieri della classe 1923 di stanza alle Casermette. Ha ricordato che quei giovani, fedeli al giuramento, si opposero con determinazione. Il loro gesto, fondativo per la Resistenza ascolana, è un monito per le generazioni future, a cui spetta il dovere di trasmettere la memoria di tali sacrifici.