Un uomo di 50 anni è stato raggiunto da una misura cautelare a Portogruaro, in provincia di Venezia, con l'accusa di atti persecutori nei confronti della sua ex compagna, una commerciante locale. Il provvedimento, che include il divieto di avvicinamento e l'applicazione del braccialetto elettronico, è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) di Pordenone in seguito alla denuncia presentata dalla donna.
La decisione giudiziaria impone al cinquantenne il divieto assoluto di frequentare i luoghi abitualmente collegati alla vittima e di stabilire qualsiasi forma di comunicazione con lei.
Come alternativa all'uso del dispositivo elettronico, il provvedimento prevede anche il divieto di dimora nel comune di Portogruaro, sottolineando la gravità delle condotte contestate e la necessità di tutelare la persona offesa.
La querela e le condotte denunciate
L'indagine che ha portato all'emissione della misura cautelare ha preso avvio dalla querela sporta dalla commerciante. La donna ha dettagliatamente denunciato una serie di comportamenti molesti e intimidatori, tra cui minacce esplicite, pedinamenti costanti e l'invio ininterrotto di messaggi, condotte che si sarebbero protratte dall'estate del 2025, ovvero dalla conclusione della relazione con l'uomo. Già nell'aprile precedente, la vittima aveva ritenuto necessario richiedere un ammonimento formale alle autorità.
Questi atti persecutori hanno avuto un impatto significativo sulla vita della vittima, provocando un grave stato d'ansia e alterando profondamente le sue abitudini quotidiane e la sua serenità. Il fascicolo processuale, dunque, si concentra su comportamenti reiterati e persistenti nel tempo, intervenuti dopo la fine del rapporto sentimentale, che hanno richiesto l'intervento dell'autorità giudiziaria attraverso l'applicazione di una misura cautelare eseguita prontamente dai Carabinieri.
Divieto di avvicinamento e controllo elettronico
Il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa rappresenta una delle misure cautelari più comuni e rilevanti previste nell'ambito dei procedimenti penali, specialmente quelli che riguardano i reati di stalking e violenza domestica.
Nell'attuale quadro normativo, volto alla protezione delle vittime, l'ordinamento giuridico italiano contempla anche l'utilizzo di strumenti tecnici di controllo, come il braccialetto elettronico, essenziale per monitorare e garantire il rigoroso rispetto delle prescrizioni imposte dall'autorità giudiziaria.
Le recenti modifiche legislative, introdotte specificamente per rafforzare la disciplina in materia di violenza contro le donne e violenza domestica, hanno notevolmente potenziato l'impiego dei controlli elettronici. Questi dispositivi sono ormai uno strumento fondamentale nelle misure di allontanamento dalla casa familiare e nel divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
Il medesimo impianto normativo stabilisce una chiara connessione tra gli atti persecutori e i procedimenti in cui la tutela della persona offesa richiede l'imposizione di prescrizioni specifiche relative a contatti, luoghi e distanze, al fine di prevenire ulteriori episodi di molestia o aggressione.
Nel caso specifico di Portogruaro, la misura applicata riguarda un cinquantenne e si configura come un chiaro segnale dell'impegno delle forze dell'ordine e della magistratura nel contrastare efficacemente il fenomeno degli atti persecutori, garantendo protezione alle vittime e ripristinando la loro sicurezza.