L'avvocato Vittorino Facciolla, legale di Gianni Di Vita, ha rilasciato un'importante dichiarazione da Campobasso il 17 settembre 2026, intervenendo con fermezza sulla tragica vicenda della morte per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi, di 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, di 15 anni, avvenuta lo scorso dicembre. La posizione della difesa, rappresentata da Facciolla, si concentra sull'ipotesi dell'incidente, richiedendo che tale pista venga attentamente e scrupolosamente valutata in parallelo con tutte le altre direzioni investigative attualmente aperte nell'inchiesta.

"Io credo che l'ipotesi dell'incidente debba essere valutata come tutte le altre ipotesi che sono in campo, senza escluderla", ha affermato il legale, sottolineando la necessità di un'analisi completa e imparziale.

L'intervento di Facciolla si colloca strategicamente a seguito delle dichiarazioni rilasciate alla trasmissione Rai Ore 14 da Carlo Locatelli, stimato esperto del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia. Locatelli, nel mese di marzo, aveva svolto un ruolo cruciale nell'individuare la presenza di ricina nel sangue delle vittime, un accertamento scientifico che ha rappresentato una svolta determinante per le indagini in corso. Il legale ha richiamato, inoltre, il riferimento a sette precedenti casi di avvelenamento, indicati come accidentali, ribadendo con forza che la possibilità di un'esposizione accidentale alla sostanza tossica è stata posta all'attenzione delle autorità fin dalle prime fasi dell'inchiesta, anche grazie al contributo fondamentale dei consulenti tecnici della difesa.

Gli accertamenti scientifici cruciali e il confronto dei reperti

La difesa attende con particolare interesse e urgenza gli esiti degli accertamenti scientifici affidati agli esperti del prestigioso Robert Koch Institute di Berlino. Al centro di queste indagini approfondite vi sono le analisi dettagliate sugli alimenti rinvenuti nella casa di Pietracatella, meticolosamente repertati nell'immediatezza dei fatti, e il loro successivo confronto con i 131 prelievi effettuati nel mese di luglio. Facciolla ha evidenziato che i familiari delle vittime non hanno mai scartato l'ipotesi dell'incidente e ha ribadito che la verifica del possibile veicolo attraverso cui la sostanza letale è stata assunta è strettamente legata ai risultati scientifici ancora attesi, considerati fondamentali per chiarire la dinamica.

Il legale ha sintetizzato il punto focale degli accertamenti in corso, chiarendo la metodologia investigativa: "L'incrocio tra due dati, l'esito delle analisi sugli alimenti presenti nella casa di Pietracatella e repertati nell'immediatezza dei fatti, e quello sui 131 prelievi effettuati a luglio, ci potrà confermare o escludere il veicolo che ha portato alla morte Sara e Antonella". Questo riferimento sottolinea l'importanza strategica del confronto tra due distinti e cruciali gruppi di elementi probatori: da un lato gli alimenti recuperati con tempestività nell'abitazione delle vittime, e dall'altro i numerosi campioni biologici e ambientali raccolti nel corso delle successive e complesse fasi investigative.

Le indagini e le nuove audizioni

Nel quadro degli accertamenti, la Squadra Mobile di Campobasso ha convocato nuovamente.