Due giovani, un 17enne e un 24enne, sono stati arrestati dalla polizia a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, con l'accusa di truffa aggravata in concorso ai danni di una donna di 90 anni. L'operazione è scattata a seguito di un meticoloso servizio di osservazione e pedinamento condotto dalla Squadra Mobile della Questura di Firenze. Gli agenti avevano inizialmente individuato un'auto sospetta in via Baracca, nel capoluogo toscano, e ne avevano monitorato gli spostamenti fino alla località Antella, dove è avvenuto l'intervento. La refurtiva recuperata, di considerevole valore e stimata complessivamente tra 70.000 e 80.000 euro, include ben 78 monili d'oro e una somma di 7.200 euro in contanti.
Gli accertamenti preliminari sulla targa del veicolo avevano già evidenziato una specifica nota di rintraccio, poiché l'auto era stata precedentemente segnalata e associata a individui dediti a truffe del "finto carabiniere". Il pedinamento del mezzo ha avuto inizio nelle strade di Firenze, proseguendo fino a viale Nenni, dove l'auto ha sostato per un periodo significativo. Durante questa fase, il passeggero è sceso per cambiarsi d'abito, un gesto che ha ulteriormente rafforzato i sospetti degli investigatori. Successivamente, il veicolo si è diretto con circospezione verso un'abitazione in via Spartaco Lavagnini, situata nella frazione dell'Antella, nel comune di Bagno a Ripoli.
Il pedinamento e il fermo dopo la truffa
Giunti davanti all'abitazione prescelta, il 17enne è sceso dall'auto, tenendo un telefono in mano, ha suonato al citofono ed è entrato nell'appartamento della vittima, una donna anziana. Il 24enne, invece, è rimasto all'interno della vettura, con il motore acceso, in attesa del complice per una rapida fuga. Poco dopo, il minorenne è uscito dall'abitazione con una busta e si è rapidamente ricongiunto al veicolo. A quel punto, l'auto è ripartita, ma è stata immediatamente bloccata dagli agenti della Squadra Mobile. Durante il fermo, nell'abitacolo lato passeggero, è stata rinvenuta la busta di plastica contenente i 78 monili d'oro e i 7.200 euro in contanti, sottratti fraudolentemente alla donna.
Nel portafogli del 17enne è stata trovata anche una placca di metallo con la scritta "police", un elemento che suggerisce in modo chiaro la premeditazione della frode e il tentativo di impersonare un pubblico ufficiale. La vittima, una cittadina italiana di 90 anni, era stata precedentemente contattata telefonicamente da un sedicente carabiniere di Firenze. Durante la chiamata, le era stata prospettata una falsa vicenda estremamente allarmante riguardante il figlio, che sarebbe stato coinvolto in una rapina in una gioielleria e si trovava trattenuto in caserma.
La falsa richiesta di gioielli
Il falso carabiniere aveva poi comunicato alla donna, con toni persuasivi, che un presunto "amico del figlio" sarebbe passato dalla sua abitazione con l'obiettivo di confrontare i gioielli in suo possesso con quelli presumibilmente legati alla rapina.
Il 17enne, una volta entrato in casa, si è presentato come l'amico del figlio e, con questo pretesto ingannevole, si è fatto consegnare i gioielli e il denaro presenti nell'abitazione, completando così l'azione fraudolenta.