L'avvocato Francesco Petruzzi, legale di una coppia di Napoli, ha sollevato il 5 settembre 2026 la questione della cartella clinica riguardante la nascita di una bambina al San Paolo di Napoli. La bambina, nata tramite fecondazione in vitro, è risultata non essere figlia biologica della coppia dopo esami del DNA. La documentazione sanitaria, oggetto di precedenti dinieghi, è stata infine inviata al difensore tramite PEC. Petruzzi ha parlato di presunte "gravi inadempienze" nella compilazione della cartella clinica, ricevuta in anticipo dall'ospedale.
La consegna della documentazione via PEC
La documentazione è stata inviata prima del 18 settembre 2026, data fissata per la consegna al padre. Questi si era recato all'ospedale San Paolo di Napoli per ritirare la cartella clinica, ricevendo un ulteriore diniego. Solo dopo l'intervento della Polizia di Stato e del proprio legale, era stata promessa la consegna per il 18 settembre. La sera precedente al 5 settembre, tuttavia, la cartella clinica è pervenuta al difensore via PEC.
La bambina è nata il 3 giugno 2025 tramite fecondazione in vitro. Il padre, 41 anni, aveva richiesto formalmente la documentazione ad agosto, quando gli era stata assicurata la disponibilità. La mancata consegna aveva causato tensioni.
L'uomo ha riferito di aver ottenuto una data di consegna, il 18 settembre, "solo dopo l'intervento delle forze dell'ordine e dell'avvocato".
Le indagini della Procura
Il caso è emerso ad agosto. La coppia, assistita dall'avvocato Francesco Petruzzi, ha denunciato alcune settimane dopo la nascita della piccola. Il sospetto è che nel grembo della donna, 36 anni, sia stato impiantato l'embrione di un'altra coppia. La vicenda è oggetto di indagini della Procura di Napoli.