A Genova, i primi risultati dell’autopsia sul corpo di Prosper, il bambino di cinque anni deceduto dopo una caduta dal balcone, non indicano segni di colluttazione, costrizione o violenza. L’accertamento riguarda il decesso avvenuto nel quartiere Begato, dove il bambino si trovava con la madre. La notizia è stata diffusa il 17 settembre 2026, con riferimento agli esiti iniziali dell’esame medico-legale.

L’autopsia è stata eseguita dal medico legale Francesco Ventura. I primi riscontri hanno escluso elementi compatibili con colluttazione o costrizione fisica sul corpo del bambino.

La relazione finale dell’esame sarà depositata nelle prossime settimane, mentre gli accertamenti restano affidati alla Procura di Genova.

Il racconto della madre agli investigatori

Gli investigatori della squadra mobile hanno ascoltato la madre di Prosper, l’unica persona presente nell’abitazione al momento della caduta. La donna è ancora ricoverata in ospedale per il forte trauma emotivo. Agli investigatori ha riferito che in quel momento era andata a fare la doccia e che la mattinata era trascorsa senza elementi anomali.

La madre ha indicato che Prosper era sereno dopo la colazione e che si era messo a giocare. Ha riferito di aver avvisato il figlio che sarebbe andata per un momento in bagno.

Nella ricostruzione fornita agli inquirenti, la donna ha sentito il bambino chiamarla ed è uscita di corsa dal bagno, ma non lo ha più trovato sul terrazzino. La frase riferita agli investigatori è stata: “ma lui non c'era più”.

Gli accertamenti della Procura

La Procura di Genova ha aperto un fascicolo per svolgere accertamenti, senza ipotizzare un reato. Gli investigatori della squadra mobile sono coordinati da Carlo Bartelli e dal vice Antonino Porcino. Nel fascicolo, aperto a carico di ignoti, rientrano gli elementi raccolti dopo la caduta e i primi riscontri dell’autopsia.

La consulenza approfondita del medico legale dovrà essere consegnata alla sostituta procuratrice Francesca Rombolà, titolare delle indagini. Il dato medico-legale già comunicato riguarda l’assenza di segni che facciano pensare a una presa, a colpi o a una costrizione. È un elemento fondamentale per l'orientamento delle indagini.