Nella serata del 6 novembre 2026, i media iraniani hanno segnalato l'impatto di due missili sull’isola di Qeshm, situata nel sud dell’Iran. L’agenzia semi-ufficiale Tasnim ha diffuso le prime indicazioni, precisando l'assenza di comunicazioni ufficiali riguardo a eventuali danni. Il quadro resta legato a segnalazioni iniziali, senza un bilancio confermato.
Questa segnalazione richiama un precedente resoconto dell’agenzia di stampa statale Irna. In quell'occasione, testimonianze locali avevano riferito che due proiettili erano caduti nell’area di Suza, sempre sull’isola di Qeshm.
La ricostruzione includeva la percezione del rumore di un velivolo sopra l’isola prima della caduta dei proiettili. Gli elementi disponibili si concentrano sul numero dei proiettili, sul luogo indicato e sull’assenza di comunicazioni ufficiali sui danni effettivi.
Dettagli sugli impatti a Qeshm e Suza
L’isola di Qeshm è stata indicata come il luogo raggiunto dagli impatti. L’area di Suza, in particolare, è comparsa nelle testimonianze raccolte da Irna come punto di caduta dei proiettili. Le informazioni attuali nonforniscono dettagli su vittime, feriti o danni materiali accertati. Il riferimento al rumore di un velivolo sopra l’isola rimane parte delle testimonianze locali, senza conferma ufficiale sulle cause dell’episodio.
Sia Tasnim che Irna hanno contribuito alla ricostruzione degli eventi diffusa dai media iraniani. Tasnim ha segnalato due missili sull’isola di Qeshm; Irna aveva riferito di due proiettili nell’area di Suza. Entrambe le agenzie convergono sull'area generale dell’isola di Qeshm, ma non aggiungono un bilancio ufficiale. Mancano dettagli specifici su orari dell’impatto, tipologia dei missili o identità del velivolo udito sopra l’isola.
Il precedente attacco statunitense sull'isola
Un episodio simile si era verificato il 2 novembre 2026, quando un funzionario statunitense aveva riferito di attacchi degli Stati Uniti sull’isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Un altro funzionario aveva descritto tali attacchi come misure difensive, condotte in risposta all’uso di missili terra-aria contro asset statunitensi.
Il Pentagono aveva indirizzato le richieste di chiarimento al Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), responsabile delle forze americane in Medio Oriente. Il CENTCOM, tuttavia, non aveva fornito risposte alle richieste di commento.