La Camera penale di Perugia ha posto in evidenza le gravi criticità riscontrate all'interno del carcere di Capanne, con particolare riferimento alle elevate temperature, durante una visita condotta dai suoi vertici. L'iniziativa rientra nel quadro nazionale “Ristretti in agosto”, un sopralluogo che ha rivelato una situazione complessa caratterizzata da sovraffollamento, condizioni climatiche difficilmente sostenibili, una marcata carenza di personale e risorse insufficienti per garantire persino i servizi e i diritti essenziali ai detenuti. La notizia, diffusa da Perugia il 3 settembre 2026, getta luce sulle problematiche rilevate nell'istituto penitenziario del capoluogo umbro.
Il presidente della Camera penale di Perugia, Luca Gentili, ha sottolineato come le temperature registrate in quel periodo abbiano conferito pieno significato all'iniziativa. Gentili ha evidenziato il netto contrasto tra la vita all'esterno e le condizioni interne della struttura detentiva, dove il caldo estremo si aggiunge alle altre problematiche già segnalate durante la visita. Il tema sollevato dalla Camera penale non si limita all'emergenza climatica negli spazi di detenzione, ma abbraccia anche le difficoltà nel funzionamento quotidiano dell'intera struttura.
La visita a Capanne: un quadro istituzionale e le carenze strutturali
Alla ricognizione presso il carcere di Capanne hanno preso parte anche numerosi rappresentanti delle istituzioni a livello regionale, provinciale e comunale.
Tra i presenti figuravano l'assessore regionale Luca Barcaioli, il consigliere regionale di Forza Italia Andrea Romizi e il vicesindaco di Perugia Simona Pierini, affiancati da diversi consiglieri provinciali e comunali. Un segnale di attenzione è stato dato anche dalla partecipazione di una studentessa laureanda in Giurisprudenza, impegnata nella stesura di una tesi incentrata sulla condizione delle donne negli istituti carcerari.
Un punto cruciale evidenziato da Gentili riguarda la carenza di organico. Il presidente della Camera penale ha descritto una situazione in cui agenti di polizia penitenziaria, direzione e funzionari dell'area trattamentale sono costretti a operare con risorse umane insufficienti.
Questa condizione, ha spiegato Gentili, “limita fortemente la possibilità di organizzare attività assistenziali, sportive, formative e lavorative, nonostante la volontà del personale di ampliare i servizi offerti”. Tale limitazione incide profondamente sia sulla vita quotidiana dei detenuti sia sulla gestione complessiva dell'istituto.
Spazi per l’affettività e necessità di risorse economiche
Nel corso della visita è emerso con forza il tema degli spazi per l'affettività, considerati essenziali per il benessere psicologico dei detenuti. Parallelamente, è stata rimarcata la necessità di adeguate risorse economiche per affrontare le molteplici criticità strutturali e operative. La situazione attuale, caratterizzata da risorse limitate, compromette la piena realizzazione di un ambiente detentivo che rispetti la dignità umana e favorisca percorsi di reinserimento.