Un'importante operazione di soccorso ha interessato le acque al largo dell'isola di El Hierro, nell'arcipelago delle Canarie, il 28 settembre 2026. Almeno 557 migranti sono stati tratti in salvo da tre barconi in una serie di interventi coordinati dal Salvamento Marítimo, iniziati dalle prime luci dell'alba. Le persone soccorse, tutte di origini subsahariane, includevano almeno quattro minori e diciassette donne. Per una di queste, le fragili condizioni di salute hanno richiesto il trasferimento in ospedale.

Il primo significativo intervento ha avuto luogo nella notte, quando la motovedetta Diphda del Salvamento Marítimo ha intercettato un'imbarcazione.

Il gruppo è sbarcato poco dopo la mezzanotte nel porto di La Restinga, a El Hierro. I migranti provenivano da diverse nazioni africane, tra cui Senegal, Gambia, Guinea Conakry, Mali, Guinea Bissau e Costa d’Avorio. Al loro arrivo, hanno ricevuto immediata assistenza dal personale sanitario e dai volontari della Croce Rossa; una persona ha necessitato di ricovero ospedaliero.

Le operazioni di salvataggio davanti a El Hierro

La prima delle tre imbarcazioni, un barcone, trasportava un numero elevato di persone: 268 migranti. Questi erano partiti dal Parque Natural Varela, in Guinea Bissau, e avevano affrontato un viaggio estenuante di undici giorni in mare. Tre degli occupanti hanno ricevuto assistenza sanitaria per diverse patologie riscontrate a bordo, e uno di loro è stato successivamente trasferito all'ospedale insulare per cure più approfondite.

Il conteggio complessivo dei soccorsi è stato finalizzato solo dopo l'arrivo di tutte e tre le imbarcazioni e l'attivazione del dispositivo di accoglienza a terra.

Le operazioni sono proseguite con l'intervento della motovedetta Polimnia, che intorno alle 6 del mattino ha soccorso un gruppo di 99 persone a bordo di un caicco, una tipica imbarcazione da pesca utilizzata anche per le traversate migratorie nel Nord Africa. Il mezzo è stato intercettato a circa 65 chilometri dal porto di La Restinga, dove i migranti sono stati scortati e sono sbarcati intorno alle 9:15. Quasi nello stesso arco di tempo, la Diphda è stata nuovamente allertata dal sistema di vigilanza europeo Sive. Questo ha permesso di soccorrere altre 190 persone, stipate su un barcone individuato a 22 chilometri a sud di El Hierro, completando così la serie di interventi.

Il porto di La Restinga: punto di accoglienza

Il porto di La Restinga, situato sull'isola di El Hierro, ha rappresentato il fulcro logistico per l'accoglienza di tutti e tre i gruppi di migranti soccorsi. Gli interventi in mare, eseguiti con professionalità dalla Salvamar Diphda e dalla Guardamar Polimnia, sono stati seguiti da un'efficace assistenza a terra. I servizi di emergenza dell'isola, inclusi sanitari e volontari, hanno fornito supporto al momento dello sbarco. Il primo arrivo è avvenuto alle 01:14, mentre le successive operazioni di sbarco si sono concentrate nelle ore centrali della mattinata, gestendo il delicato passaggio dal soccorso in mare all'accoglienza e all'assistenza a terra.