Lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente di parte per la cosiddetta “famiglia del bosco”, ha commentato il 29 settembre 2026 a Palmoli il recente ritorno dei bambini nel casolare dove vivevano con i genitori. Questo evento, che ha segnato il loro rientro dopo undici mesi di assenza, è stato al centro delle dichiarazioni di Cantelmi, il quale ha enfatizzato la forza del legame tra figli e genitori, un rapporto che, a suo dire, si è mantenuto saldo durante gli incontri previsti dal percorso di riavvicinamento familiare.
Cantelmi ha collegato il rientro dei minori nella loro abitazione alla resilienza del vincolo familiare e ha sollevato interrogativi sulle modalità con cui l'intero caso è stato gestito.
Secondo lo psichiatra, gli incontri in corso rivelano una profonda connessione: “In questi incontri si sta sprigionando la potenza del legame vero e autentico che c'è fra questi bambini e i loro genitori: questa potenza sta frantumando pregiudizi, visioni distorte e incredibili storture nella gestione di questo caso”. Tale affermazione giunge in un momento significativo, a undici mesi dall’ultima presenza dei bambini nel casolare.
Il legame familiare e le critiche alla separazione
Nella sua analisi di parte, Cantelmi ha definito la decisione di separare i bambini dai genitori come una scelta sproporzionata. Ha inoltre ribadito la sua convinzione che il legame affettivo non si sia mai spezzato, nonostante il lungo periodo di allontanamento.
A suo giudizio, il rapporto tra i genitori, Catherine e Nathan, e i loro figli rimane profondamente radicato nell'amore familiare, conservando una continuità inalterata malgrado il tempo trascorso lontano dal loro ambiente domestico. Lo psichiatra ha descritto il clima degli incontri con parole toccanti: “Sono incontri commoventi e pieni di gioia”.
Le tappe del riavvicinamento a Palmoli
La vicenda che vede protagonisti i tre bambini della “famiglia del bosco” si inserisce in un più ampio percorso di riavvicinamento. Il ritorno nel casolare, menzionato il 29 settembre 2026, segue un precedente significativo: i minori erano già tornati a Palmoli per alcune ore il 15 settembre 2026. Quella visita aveva rappresentato il primo rientro nel paese dopo circa dieci mesi di lontananza dai genitori.
L'incontro del 15 settembre 2026 con i genitori si era svolto in un'abitazione situata alla periferia del paese, vicino al campo sportivo, messa a disposizione gratuitamente dal Comune. Questo rientro a Palmoli era parte integrante di un percorso graduale stabilito dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila, volto a favorire il ricongiungimento familiare. Il processo, attentamente monitorato, mira a ristabilire la piena armonia del nucleo familiare.