Un ispettore e due agenti della polizia penitenziaria sono stati aggrediti nella casa circondariale di Cavadonna, a Siracusa, durante una perquisizione straordinaria. L’episodio, avvenuto ieri sera, è stato reso noto il 19 settembre 2026. La perquisizione ha portato al ritrovamento di alcuni telefoni cellulari detenuti illegalmente all’interno di una cella, scatenando la colluttazione.

La violenza è esplosa immediatamente dopo il rinvenimento dei dispositivi proibiti. Giuseppe Argentino, segretario provinciale dell’Osapp, ha dettagliato che i detenuti hanno tentato di sottrarre i telefoni al personale intervenuto.

Nello scontro fisico, l’ispettore e i due agenti hanno riportato diverse escoriazioni. Per i tre poliziotti penitenziari si è reso necessario il trasporto al pronto soccorso per le cure del caso.

La dinamica dell’aggressione e le reazioni sindacali

L’Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria (Osapp) ha collegato l’aggressione direttamente al momento in cui il personale ha scoperto i telefoni cellulari nella cella. Argentino ha descritto l’istituto siracusano come “ormai fuori controllo”, lanciando un appello per interventi urgenti da parte del Provveditorato e del Ministero della Giustizia. Tra le richieste del sindacato figura anche il possibile impiego del Gruppo operativo mobile, ritenuto essenziale per “ristabilire la legalità e la disciplina” all’interno della struttura.

Anche Salvatore Alota, coordinatore territoriale della Fns Cisl Ragusa Siracusa, è intervenuto nel dibattito, sottolineando l’urgenza dei provvedimenti già annunciati dalla dirigente generale del Personale. Alota ha evidenziato come tali misure siano cruciali per riportare l’ordine e la sicurezza all’interno della casa circondariale, garantendo al contempo al personale le condizioni per operare serenamente e in sicurezza.

Controlli e tensioni negli istituti penitenziari siciliani

L’episodio di Cavadonna si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la sicurezza negli istituti penitenziari. Nei giorni scorsi, una perquisizione straordinaria analoga è stata eseguita anche nel carcere di Augusta, dove sono stati rinvenuti cinque telefoni cellulari.

Questo riferimento ad Augusta rafforza il quadro dei controlli e delle verifiche necessarie per contrastare la presenza di dispositivi non consentiti all’interno delle strutture detentive.

La ricostruzione degli eventi successivi all’aggressione a Cavadonna fa emergere anche un precedente di tensioni già registrate tra la fine di agosto e l’inizio di settembre nello stesso istituto. Questi episodi reiterati evidenziano una situazione di criticità che richiede risposte immediate e strutturali per la gestione degli istituti penitenziari siciliani.