Il 1° settembre 2026 ha visto gli studenti del collettivo Cambiare Rotta mobilitarsi in diverse città italiane, inclusa Roma, per protestare contro il numero chiuso a Medicina. La data della mobilitazione non è casuale, coincidendo con l'inizio delle lezioni del cosiddetto semestre filtro, un nuovo sistema di accesso ai corsi universitari che, secondo gli studenti, non risolve il problema della selezione ma lo ripropone in una nuova forma. La richiesta principale, espressa con lo slogan “Ci servono medici, non bombe”, è l'abolizione definitiva di ogni barriera all'ingresso per le facoltà mediche.

Nel comunicato diffuso in occasione della protesta, Cambiare Rotta ha evidenziato come l'eliminazione del numero chiuso sia una misura necessaria per affrontare la grave carenza di medici e personale che affligge il Servizio sanitario nazionale. Gli studenti argomentano che il semestre filtro, anziché facilitare l'accesso, perpetua un meccanismo selettivo che determina chi può o meno proseguire gli studi in ambito medico. Questa impostazione, a loro avviso, finisce per snaturare il diritto allo studio, trasformandolo in un vero e proprio privilegio riservato a pochi, piuttosto che un'opportunità aperta a tutti i meritevoli.

Le critiche al "semestre filtro" e la sanità pubblica

La mobilitazione ha espresso forti critiche nei confronti del nuovo Decreto Semestre Filtro.

Secondo gli studenti, le modifiche introdotte dal decreto, che riguardano aspetti come le graduatorie, l'orario delle lezioni e le date degli appelli, sono da considerarsi meramente formali. Queste revisioni, infatti, non toccherebbero il nodo cruciale della questione, ovvero il mantenimento di un sistema di selezione all'ingresso. Il collettivo ha denunciato l'inganno di proporre un numero di posti disponibili che non supera il 50% degli studenti iscritti, rendendo di fatto l'accesso ai corsi successivi estremamente limitato e competitivo.

La protesta di Cambiare Rotta si inserisce in un contesto più ampio di preoccupazione per la condizione della sanità pubblica italiana. Il comunicato ha richiamato l'attenzione sulla profonda crisi che attraversa il Servizio sanitario nazionale, caratterizzata da una persistente carenza di medici e di altro personale sanitario.

Questa situazione, già critica, è stata ulteriormente aggravata dall'esperienza della pandemia, periodo in cui, come sottolineato dal collettivo, sono emerse con drammatica evidenza lacune strutturali quali la mancanza di macchinari essenziali, dispositivi di protezione individuale come le mascherine, posti letto nei reparti e nelle terapie intensive, oltre a turni di lavoro insostenibili per il personale medico e infermieristico disponibile. La richiesta di abolire il numero chiuso è quindi vista come un passo fondamentale per rafforzare il sistema sanitario del Paese.

Il decreto ministeriale di riferimento

Il contesto normativo che regola il semestre filtro per l'anno accademico 2026-2027 è delineato dal Decreto ministeriale n.

941 del 10 luglio 2026. Tale provvedimento, pubblicato ufficialmente il 13 luglio 2026, disciplina l'accesso ai percorsi universitari interessati e include una serie di documenti allegati che ne specificano ulteriormente i dettagli operativi. Questo decreto rappresenta il punto di riferimento legislativo contro cui si sono scagliate le proteste studentesche, contestandone l'efficacia nel garantire un accesso più equo e meritocratico alle facoltà di Medicina.