Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha dichiarato inammissibile la seconda istanza di differimento della pena presentata da Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione. La richiesta era strettamente collegata alla domanda di grazia avanzata dal condannato. Il provvedimento giudiziario, che conferma la posizione della procura generale, è stato ufficialmente depositato il 17 settembre 2026, consolidando così la situazione detentiva di Roggero.
La decisione odierna segue un precedente analogo pronunciato a Torino, ribadendo la ferma posizione della giustizia sul caso.
Mario Roggero è stato condannato per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante un assalto al suo negozio. La vicenda giudiziaria, che ha suscitato ampio dibattito, continua a focalizzarsi sulla sua posizione carceraria e sull'esito della sua domanda di clemenza.
Il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza
L'istanza esaminata dal Tribunale di Sorveglianza di Milano mirava a ottenere il differimento della pena. I giudici, dopo attenta valutazione, l'hanno ritenuta inammissibile, allineandosi completamente alla richiesta formulata dalla procura generale. Questa pronuncia riguarda direttamente Mario Roggero e la sua condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi. La data di deposito del provvedimento, il 17 settembre 2026, segna un ulteriore tassello nel complesso iter giudiziario.
Il caso del gioielliere di Grinzane Cavour è noto per l'episodio avvenuto nel suo negozio, dove, durante una rapina, due aggressori furono uccisi e un terzo rimase ferito. Questa nuova istanza di differimento, presentata dopo un precedente rigetto a Torino, era ancora una volta intrinsecamente legata alla domanda di grazia, un aspetto centrale della strategia legale di Roggero.
L'udienza e le dichiarazioni di Mario Roggero
Durante l'udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza, Mario Roggero ha avuto modo di esprimersi in merito al suo comportamento durante i fatti. La sua dichiarazione, riportata con attenzione, è stata: “Avrei potuto avere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo”. Questa affermazione ha rappresentato un momento significativo del procedimento, offrendo una prospettiva sulla sua riflessione personale.
La procura generale, per mezzo del pg Emma Gambardella, aveva formalmente proposto l'inammissibilità dell'istanza di differimento. Dopo un'approfondita discussione tra le parti coinvolte, i giudici si sono riservati per la decisione finale, culminata poi nel provvedimento depositato il 17 settembre 2026. L'avvocato Stefano Marcolini, difensore di Roggero, ha inoltre sottolineato come il suo assistito, dal 17 luglio, data in cui si è costituito alle autorità, abbia avuto un considerevole periodo di tempo per “pensare e rimeditare” sugli eventi e sulle proprie azioni, un elemento considerato rilevante nel contesto della vicenda giudiziaria.