La Procura di Roma procede per omicidio colposo in relazione alla morte di Andrea Moretti, operaio rocciatore di 22 anni precipitato nella notte all’interno del Colosseo durante lavori di installazione in quota di un nuovo impianto di illuminazione. Il procedimento, coordinato dal procuratore aggiunto Antonino Di Maio, riguarda le norme sulla sicurezza del lavoro ed è al momento contro ignoti.
Le indagini sono affidate ai carabinieri, impegnati ad acquisire documenti per accertare eventuali responsabilità. È stata disposta l’autopsia e la salma è stata trasferita all’istituto di medicina legale della Sapienza.
L’incidente è avvenuto intorno alla mezzanotte: Moretti è caduto da un’altezza di circa 10 metri. Il personale dell’Ares 118 ha tentato la rianimazione, ma il giovane è deceduto.
Accertamenti post-incidente
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Roma Centro e del Nucleo investigativo, il medico legale, il pubblico ministero di turno, il personale dell’ispettorato del lavoro e dell’Asl Spresal. Andrea Moretti operava all’interno dell’Anfiteatro Flavio come addetto ai lavori in fune in quota. La famiglia risiede a Tottea, frazione di Crognaleto, in provincia di Teramo.
Il Parco archeologico del Colosseo, su indicazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, presente sul posto nella notte, ha disposto la chiusura dell’Anfiteatro Flavio in segno di lutto.
La chiusura è stata attuata dopo la gestione del primo turno di visita, composto da migliaia di persone ignare dell’accaduto. La comunicazione istituzionale ha spiegato che una chiusura immediata degli accessi avrebbe potuto determinare una forte concentrazione di visitatori all’esterno del monumento, con ripercussioni sulla sicurezza e sull’ordine pubblico.
Chiusura straordinaria e rimborsi
Gli ingressi programmati dalle ore 10.30 del 23 settembre 2026 e fino al termine dell’orario di apertura previsto sono rientrati nella chiusura straordinaria del Parco. Per le prenotazioni interessate sono previsti rimborsi relativi agli accessi dalle ore 10.30 in poi, senza necessità di inoltrare singole richieste. La disposizione non consente il ripristino delle visite previste nella giornata del 23 settembre 2026.