L'ipotesi del suicidio nella morte di David Rossi è stata giudicata scientificamente insostenibile dai consulenti tecnici della Commissione parlamentare d’inchiesta bis. La valutazione è stata presentata a Siena il 29 settembre 2026 e riguarda il decesso dell’ex responsabile comunicazione di Mps, avvenuto il 6 marzo 2013 dopo una caduta dalla finestra del suo ufficio nella sede della banca senese. Le conclusioni della relazione evidenziano inoltre la presenza di plurime lesioni corporee sul corpo di Rossi, definite incompatibili con la sola dinamica della caduta al suolo.

La relazione di consulenza tecnica psicologica-forense e di medicina legale, illustrata il 29 settembre 2026, è stata redatta dallo psicologo forense Edoardo Genovese e dal medico-chirurgo Robbi Manghi. I due esperti hanno affermato che “l’ipotesi di una morte per suicidio appare tecnicamente e scientificamente insostenibile e priva di riscontri oggettivamente cristallizzati”. Il documento, esteso per 217 pagine, ha preso in esame un’ampia gamma di elementi, inclusi quelli psicologici, clinici, traumatologici e tanatologici, tutti riferiti alle circostanze della morte di Rossi.

Analisi psicologica e clinica

L’approfondita analisi condotta dai consulenti non ha rilevato, nel periodo precedente la morte di David Rossi, segnali di sofferenza o di un ripiegamento psicopatologico che potessero giustificare un atto con finalità autosoppressiva.

Al contrario, il quadro descritto nella relazione fa emergere uno stato di forte allerta, preoccupazione e timore, strettamente collegato alla complessa situazione professionale e reputazionale che l’ex responsabile comunicazione di Mps stava affrontando.

Questa valutazione è stata formulata sulla base degli elementi psicologici, clinici e medico-legali attentamente esaminati. Il punto focale dell'indagine ha riguardato la compatibilità tra il profilo personale ricostruito e l’eventualità di un gesto autosoppressivo. Per i consulenti, gli elementi raccolti non presentano segnali coerenti con una tale dinamica, rafforzando l'idea che il suicidio sia un'ipotesi da scartare.

Le lesioni sul corpo: un quadro complesso

Un aspetto cruciale della relazione riguarda la segnalazione di “plurime lesioni corporee polidistrettuali e polimorfe ante-mortem”. Queste lesioni sono state riscontrate in diverse aree del corpo di David Rossi, includendo il volto, lo zigomo, il labbro, le braccia e l’addome. I consulenti hanno specificato che tali lesioni non sono compatibili con la sola dinamica della precipitazione o della caduta al suolo, suggerendo un’origine diversa o una dinamica più complessa rispetto a un semplice impatto.

Il rilevamento di queste ferite ante-mortem costituisce un elemento medico-legale di significativa importanza, richiamato dagli esperti nella loro valutazione complessiva.

Le lesioni identificate come pre-morte sono state chiaramente distinte dagli effetti che sarebbero riconducibili unicamente all'impatto successivo alla caduta, delineando un quadro che va oltre la semplice conseguenza di una precipitazione.