Il XXII rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia, intitolato “Tutto chiuso”, è stato presentato a Bari il 29 settembre 2026. Il documento rivela una situazione critica: nelle carceri italiane si contano 64.436 persone detenute a fronte di soli 46.318 posti realmente disponibili. La presentazione, tenutasi presso la sede dell’associazione La giusta causa, ha delineato un quadro preoccupante che include il sovraffollamento crescente, la diminuzione delle misure alternative alla detenzione, l’aumento dell’isolamento disciplinare e le criticità relative alla salute e alle condizioni strutturali degli istituti penitenziari.

La disponibilità effettiva di posti è significativamente inferiore alla capienza regolamentare, che ammonta a 51.265 unità. Al 30 aprile 2026, il tasso reale di sovraffollamento ha raggiunto il 139,1%. Un numero elevato di istituti, ben 73, registra un tasso di affollamento pari o superiore al 150%, e in otto carceri tale dato supera addirittura il 200%. Solamente 22 istituti in tutta Italia non risultano sovraffollati. Il rapporto si basa su 102 visite di monitoraggio condotte dall’Osservatorio sulle condizioni di detenzione di Antigone all’interno degli istituti penitenziari italiani.

Misure Alternative e Regime Detentivo

Il documento evidenzia un preoccupante arretramento delle misure alternative alla detenzione.

Le prese in carico da parte dell’Ufficio esecuzione penale esterna per l’affidamento in prova ai servizi sociali, considerata la misura alternativa più diffusa, sono scese a 24.627 rispetto alle 26.151 dell’anno precedente. Un andamento analogo si registra per la detenzione domiciliare, con i nuovi casi passati da 14.247 nel 2024 a 13.519 nel 2025. Alla fine del 2025, 24.348 persone detenute avevano un residuo pena inferiore a tre anni; tra queste, 7.790 avevano meno di un anno di pena residua da scontare, potendo potenzialmente accedere a soluzioni alternative.

Sul fronte legislativo, il rapporto segnala l’introduzione di oltre 55 nuovi reati, più di 60 nuove aggravanti e oltre 65 inasprimenti sanzionatori.

Le condizioni detentive descritte mostrano che il 60,26% della popolazione detenuta è sottoposto a un regime chiuso, che include la massima sicurezza ordinaria, l’alta sicurezza e il 41-bis. I provvedimenti di isolamento disciplinare hanno registrato un aumento del 171% rispetto al 2019. Il titolo del rapporto, “Tutto chiuso”, si ricollega direttamente al fatto che oltre il 60% delle persone detenute trascorre quasi tutta la giornata confinata in cella, mentre il 22,5% si trova in sezioni a sorveglianza intensificata.