A Cremona, il 1° settembre 2026, è stato avviato un complesso intervento di messa in sicurezza della Cattedrale, gravemente danneggiata da una bufera di vento e grandine verificatasi venerdì 28 agosto 2026. Per supportare le delicate operazioni, è stata posizionata una gru di 42 metri, giunta dal comando dei vigili del fuoco di Bologna. Sul Duomo stanno operando gli specialisti del nucleo Speleo Alpino Fluviale (SAF), concentrati sulla porzione del monumento colpita dal crollo di una guglia e dalla caduta di numerosi elementi architettonici.
Le attività di messa in sicurezza seguono una pianificazione dettagliata, articolata in tre fasi distinte.
La prima fase è dedicata al repertamento fotografico di tutti gli elementi da rimuovere. Questa operazione viene condotta in stretto accordo con la Soprintendenza, al fine di garantire la loro successiva e precisa ricollocazione durante le future opere di restauro. La seconda fase prevede la rimozione delle parti danneggiate e a rischio crollo. I vigili del fuoco, operando sia dal cestello della gru sia imbragati con corde, stanno intervenendo su pietre, colonnine e un capitello caduto. Il recupero di quest'ultimo, in particolare, richiede complesse operazioni di discesa con le corde all'interno del tetto sfondato.
Le operazioni di messa in sicurezza della Cattedrale
Dopo la bonifica dei detriti e la rimozione degli elementi pericolanti, la terza e ultima fase dell'intervento prevede l'installazione di una copertura provvisoria sul foro lasciato dal crollo della guglia.
L'obiettivo principale di questa misura è prevenire infiltrazioni d'acqua che potrebbero causare ulteriori danni alla struttura. Una soluzione provvisoria simile era già stata adottata per la torre civica, interessata da analoghe operazioni di messa in sicurezza il giorno precedente. Sulla Cattedrale, l'intervento si concentra in particolare sulla torretta danneggiata situata sulla facciata del transetto nord e sui materiali finiti in diverse aree della copertura.
Le operazioni in corso sono attentamente seguite dalla piazza dall'architetto Laura Balboni della Soprintendenza e da monsignor Gianluca Gaiardi, rettore della Cattedrale. L'architetto Balboni ha evidenziato come il recupero delle colonnine cadute nella sezione del torrino e sulla copertura rappresenti la parte più complessa dell'intero intervento. La Cattedrale, nonostante i danni, rimane regolarmente aperta ai fedeli e ai turisti. Monsignor Gaiardi ha ribadito l'importanza della priorità della messa in sicurezza dell'edificio.