A Pavia, in data 1 settembre 2026, la difesa di Andrea Sempio ha sollevato un punto cruciale riguardo la validità e l'utilità della consulenza psichiatrica disposta dalla Procura. Sempio è attualmente l'unico indagato nell'ambito della nuova inchiesta relativa al tragico delitto di Chiara Poggi, un caso che risale al 13 agosto 2007 e che scosse profondamente la comunità di Garlasco, in provincia di Pavia. Secondo l'avvocato Liborio Cataliotti, uno dei legali che assistono l'indagato, l'accertamento psichiatrico su Sempio risulterà "inutile se non si troverà una patologia".
Questa affermazione pone l'accento sulla necessità di un riscontro clinico specifico per attribuire valore probatorio all'esame.
La Procura della Repubblica di Pavia ha formalmente disposto l'accertamento con l'obiettivo di verificare la capacità di intendere e volere e l'eventuale pericolosità sociale di Andrea Sempio. L'incarico per questa delicata valutazione è stato affidato al perito Roberto Catanesi, e si prevede che la consulenza venga depositata nei prossimi giorni. La posizione espressa dalla difesa si concentra sul valore intrinseco dell'elaborato peritale, specialmente nel caso in cui l'esame non dovesse giungere a individuare una chiara condizione patologica nell'indagato.
La posizione dei legali sull'esame psichiatrico
L'avvocato Cataliotti ha esplicitamente collegato l'effettiva utilità della consulenza psichiatrica alla presenza accertata di una patologia, distinguendo nettamente questo profilo da una semplice valutazione della personalità. Il legale ha sostenuto con fermezza che "Il consulente non potrà limitarsi a una valutazione personologica, su cui il nostro codice non consente di fondare la colpevolezza di alcuno". La difesa ha quindi indicato come punto centrale e limitante dell'accertamento la possibilità che questo si fermi alla sola descrizione di tratti personali, senza identificare una condizione clinica specifica che possa avere rilevanza giuridica nell'inchiesta sul delitto di Garlasco.
È stato confermato che Andrea Sempio non ha fornito la sua disponibilità a sottoporsi direttamente all'esame peritale. In assenza della partecipazione attiva e diretta dell'indagato, il perito Roberto Catanesi dovrà condurre la sua valutazione attraverso l'analisi approfondita dei suoi scritti e dei soliloqui che sono stati intercettati mentre Sempio si trovava in auto. Questi materiali costituiscono il perimetro operativo entro cui il perito dovrà muoversi, in conformità con il quesito disposto dalla Procura di Pavia, che verte sulla capacità di intendere e volere e sulla pericolosità sociale dell'indagato.
Il precedente richiamato dalla difesa di Sempio
A supporto della propria argomentazione, l'avvocato Cataliotti ha richiamato il celebre caso del delitto di Cogne.
In quella circostanza, Annamaria Franzoni aveva rifiutato di sottoporsi all'esame psichiatrico, e di conseguenza la relazione peritale non era stata ammessa e non era entrata a far parte del processo. Questo richiamo serve a inquadrare la scelta di Andrea Sempio di non partecipare all'accertamento psichiatrico all'interno di un precedente giurisprudenziale già citato dalla difesa, senza tuttavia alterare il tema centrale della consulenza psichiatrica disposta dalla Procura di Pavia.
La difesa sottolinea con forza che il perito Catanesi dovrà necessariamente individuare una specifica patologia affinché la consulenza psichiatrica possa avere una reale rilevanza nel contesto giudiziario. Senza un tale riscontro, l'accertamento rischierebbe di perdere la sua efficacia probatoria, come già evidenziato dalla posizione dei legali di Andrea Sempio nell'ambito dell'inchiesta sul delitto di Chiara Poggi a Garlasco.