Almeno 60 minatori hanno perso la vita nel tragico crollo di una miniera d’oro situata nel Sudan meridionale. La notizia, giunta da Il Cairo il 16 settembre 2026, si riferisce alla miniera di Al-Zaraa, localizzata nei pressi della città di El-Nahud, nella regione del Kordofan Occidentale. Due sopravvissuti hanno testimoniato che numerose altre persone risultano disperse e si teme siano rimaste intrappolate sotto le macerie a seguito del cedimento dei cunicoli.

I primi cedimenti strutturali nella miniera sono iniziati martedì. Le operazioni di soccorso, protrattesi per tutta la notte, hanno permesso di recuperare 60 corpi entro la mattina seguente.

Khair al-Sayyed Jabara, uno dei minatori scampati al disastro, ha espresso profonda preoccupazione al termine delle ricerche notturne, dichiarando: “Non sappiamo quanti altri siano ancora all'interno”. Il bilancio definitivo delle vittime rimane dunque incerto, legato alla possibile presenza di ulteriori individui non ancora identificati nei cunicoli collassati.

Il disastro nella miniera di Al-Zaraa

La miniera colpita dal cedimento si trova specificamente nell’area di Fuja, all'interno della località di El-Nahud, nello Stato del Kordofan Occidentale. Le informazioni disponibili indicano che il crollo ha coinvolto simultaneamente sei pozzi adiacenti, seppellendo decine di minatori artigianali.

Questi lavoratori erano impegnati nelle attività di estrazione dell'oro nella zona di Al-Zaraa, un'attività spesso caratterizzata da condizioni precarie e rischi elevati.

Le squadre di soccorso e i volontari hanno operato in condizioni estremamente difficili, ostacolate dalla notevole profondità dei pozzi e dalla carenza di mezzi adeguati. Nonostante le avversità, sei minatori sono stati estratti vivi dalle macerie, alcuni dei quali hanno riportato fratture. Per molti altri lavoratori presenti nell’area mineraria al momento del crollo, il destino rimane purtroppo incerto, alimentando l'angoscia delle comunità locali.

Il contesto del Kordofan Occidentale e il mining artigianale

La città di El-Nahud è situata nel Kordofan Occidentale, una regione menzionata nelle ricostruzioni del crollo insieme all'area di Fuja e alla miniera di Al-Zaraa.

Il riferimento al mining artigianale sottolinea che l'attività estrattiva era condotta da minatori non industriali, spesso privi di equipaggiamento e sicurezza adeguati, che operavano nei pozzi poi interessati dal cedimento. Il dato più drammatico e centrale di questa tragedia resta il bilancio provvisorio di almeno 60 morti e la persistente presenza di dispersi a seguito del collasso dei cunicoli.

L'episodio ha riguardato una complessa struttura sotterranea, composta da molteplici pozzi ravvicinati. La sequenza degli eventi ha visto l'inizio dei cedimenti martedì, il susseguirsi delle operazioni di soccorso durante l'intera notte e il recupero dei corpi nelle ore successive, evidenziando la rapidità e la violenza del disastro che ha colpito la comunità mineraria locale.