Un custode del Parco archeologico di Pompei è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di un turista minorenne di 17 anni. L'ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita a Scafati, in provincia di Salerno, dai carabinieri di Torre Annunziata, su richiesta della Procura oplontina.
I fatti risalgono al 16 agosto 2026 e si sono verificati all'interno degli Scavi di Pompei. Il giovane, uno studente, ha denunciato l'accaduto ai militari del Posto Fisso dell'Arma nel sito archeologico. L'indagine è partita dalla segnalazione del minorenne e ha portato all'identificazione dell'uomo, accusato di aver avvicinato il 17enne mentre indossava la divisa di servizio.
La dinamica degli abusi
Secondo la ricostruzione investigativa, il custode avrebbe avvicinato il turista presentandosi come guida. Sfruttando la sua divisa, l'uomo avrebbe proposto al ragazzo la visita di una domus solitamente chiusa al pubblico. Il minorenne sarebbe stato così condotto in un'area non accessibile ai visitatori, all'interno del sito archeologico.
Nella domus, l'indagato avrebbe afferrato la vittima, costringendola a subire atti sessuali nonostante il suo dissenso e i tentativi di difesa. L'accusa è di violenza sessuale aggravata. Il provvedimento cautelare è stato disposto anche per il pericolo di reiterazione del reato.
Indagini e trasferimento
Le indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata e condotte dai carabinieri, hanno coinvolto i militari del Posto Fisso Scavi.
Cruciale per gli accertamenti è stato l'utilizzo delle immagini dei sistemi di videosorveglianza interni al Parco archeologico di Pompei. Le registrazioni hanno fornito riscontri utili per l'identificazione del presunto autore.
Dopo l'esecuzione dell'ordinanza a Scafati e le formalità, il custode è stato trasferito nel carcere di Vallo della Lucania. La vicenda prosegue sotto l'attenzione delle autorità.