Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, è intervenuto il 3 settembre 2026 nell'aula di Milano dove si svolge il processo Hydra. Accompagnato dalla sorella Rita, Dalla Chiesa ha espresso una ferma contestazione all'affermazione secondo cui la mafia esisterebbe "solo da Roma in giù". Le sue parole, pronunciate proprio nel giorno dell'anniversario dell'attentato mafioso in cui perse la vita il padre, hanno voluto onorare la memoria del generale, vittima di un brutale omicidio.

"Che il vicepresidente del Csm dica che la mafia c'è soltanto da Roma in giù mi offende, offende la memoria di mio padre", ha dichiarato Nando Dalla Chiesa.

La sua presenza in aula, in una data così significativa, è stata sottolineata con un richiamo personale: "Essere qui significa molto". Questo gesto ha collegato in modo diretto il procedimento giudiziario in corso a Milano al ricordo del padre e alla persistente questione della presenza mafiosa ben oltre i confini tradizionalmente associati al Mezzogiorno d'Italia.

La visione del generale sulla mafia al Nord

Nando Dalla Chiesa ha voluto ricordare come Carlo Alberto Dalla Chiesa, appena 25 giorni prima di essere assassinato, avesse rilasciato un'intervista a Giorgio Bocca. In quell'occasione, il generale aveva già parlato esplicitamente della presenza della mafia al Nord. Nel suo richiamo, il figlio ha evidenziato come il padre avesse già intuito e descritto la complessa rete di controllo del potere e i meccanismi di riciclaggio che caratterizzano il fenomeno mafioso, una lettura che non si limitava affatto all'area meridionale del paese.

Con il suo intervento in aula, Nando Dalla Chiesa ha dunque contestato con forza l'idea che questa visione lungimirante venga oggi negata o ignorata.

La presenza congiunta di Nando e Rita Dalla Chiesa nell'aula milanese del processo Hydra e la chiara presa di posizione del figlio del generale sulla frase relativa alla mafia confinata "solo da Roma in giù" rappresentano il fulcro dell'intervento. Le dichiarazioni sono state rese nel giorno esatto in cui ricorre l'anniversario dell'attentato mafioso che costò la vita a Carlo Alberto Dalla Chiesa, un elemento richiamato direttamente per rafforzare il significato profondo della presenza dei familiari in un contesto giudiziario così rilevante.

L'attentato del 1982: un tragico anniversario

Carlo Alberto Dalla Chiesa, allora generale dei Carabinieri e prefetto di Palermo, fu tragicamente colpito a morte la sera del 3 settembre 1982. L'agguato avvenne in via Isidoro Carini, a Palermo, e vide la morte anche della moglie, Emanuela Setti Carraro. Nello stesso attentato venne indicata anche un'altra vittima innocente.