A Siena, il 29 settembre 2026, i consulenti tecnici della Commissione parlamentare d’inchiesta bis sulla morte di David Rossi hanno depositato e illustrato le conclusioni della loro relazione. Il documento, frutto di una consulenza tecnica psicologica-forense e di medicina legale, si concentra sulle circostanze del decesso dell’ex capo comunicazione di Monte dei Paschi di Siena (Mps). Lo psicologo forense Edoardo Genovese e il medico-chirurgo Robbi Manghi hanno categoricamente definito l’ipotesi del suicidio come non sostenibile sul piano tecnico e scientifico.
Rossi è deceduto il 6 marzo 2013, in seguito a una precipitazione dalla finestra del suo ufficio, situato nella storica sede della banca senese, a Rocca Salimbeni.
Le conclusioni della relazione, un corposo documento di 217 pagine, affermano in modo perentorio: “L'ipotesi di una morte per suicidio appare tecnicamente e scientificamente insostenibile e priva di riscontri oggettivamente cristallizzati”. Questa valutazione approfondita ha preso in esame una vasta gamma di elementi, inclusi aspetti psicologici, clinici, traumatologici e tanatologici, tutti collegati alla fase immediatamente precedente la tragica scomparsa dell’ex responsabile della comunicazione di Mps.
L'analisi dello stato emotivo antecedente al decesso
La relazione non ha individuato, nel periodo antecedente al 6 marzo 2013, alcun elemento di sofferenza o ripiegamento psicopatologico che potesse spiegare un gesto con finalità autosoppressive. Al contrario, il quadro descritto dai consulenti ha evidenziato uno stato di forte allerta, preoccupazione e timore, strettamente legato alla complessa situazione professionale e reputazionale che David Rossi stava vivendo. L’analisi ha incluso anche elementi già acquisiti nell’ambito delle indagini precedenti, come i bigliettini rinvenuti nel cestino della scrivania dell’ex manager, alcuni fazzoletti e il contenuto di una mail inviata il 4 marzo 2013, nella quale Rossi aveva esplicitamente chiesto aiuto.
Genovese e Manghi hanno integrato la valutazione psicologica con quella medico-legale. La relazione ha escluso categoricamente la presenza di lesioni o condotte autolesive efficaci, finalizzate all’autosoppressione. L’approccio dei consulenti si è basato su un’analisi integrata degli elementi raccolti, ponendo particolare enfasi sul rapporto tra lo stato emotivo di Rossi e i dati anatomo-patologici esaminati.
Le lesioni corporee rilevate sul corpo
Un passaggio cruciale della consulenza ha riguardato le lesioni rilevate sul corpo di David Rossi. La relazione ha segnalato la presenza di plurime lesioni corporee polidistrettuali e polimorfe ante-mortem. Queste lesioni, riscontrate in diverse parti del corpo, sono state ritenute dai consulenti incompatibili con la sola dinamica della precipitazione o caduta al suolo, suggerendo scenari diversi da quelli inizialmente ipotizzati.