Si attendono con crescente apprensione, nei prossimi giorni, gli esiti definitivi della comparazione del DNA. Questo cruciale accertamento genetico mira a stabilire l'identità del corpo ritrovato lo scorso 9 settembre 2026 in un'area boschiva di Ronco Scrivia, nel cuore dell'entroterra genovese. I campioni biologici del cadavere saranno confrontati con i tamponi eseguiti sui parenti di Kante Jean Amadou Dia, un giovane operaio di 22 anni, originario di Reggio Emilia, di cui si erano perse le tracce dalla fine di maggio. Il ragazzo, prima della sua scomparsa, aveva informato i genitori della sua intenzione di trasferirsi a Piacenza per motivi di lavoro.

La verifica genetica rappresenta l'elemento determinante per confermare o escludere che il corpo rinvenuto appartenga effettivamente al giovane scomparso.

La denuncia di scomparsa di Kante Jean Amadou Dia è stata formalizzata all'inizio di luglio. In un primo momento, la famiglia non aveva manifestato particolare allarme, poiché il giovane non risiedeva più stabilmente con i genitori e aveva comunicato loro il suo trasferimento per un nuovo impiego. L'avvocata Barbara Iannuccelli, che offre assistenza legale ai familiari attraverso l'associazione Penelope, ha chiarito che i parenti erano convinti che il ragazzo stesse semplicemente ambientandosi nella sua nuova realtà lavorativa e abitativa. Attualmente, i familiari vivono nell'attesa dei risultati del DNA e, con profonda incertezza, non riescono a comprendere le ragioni che avrebbero potuto portare il giovane a Genova, così lontano dalla sua presunta destinazione.

Il ritrovamento nel bosco di Ronco Scrivia: dettagli e indagini

Il cadavere è stato rinvenuto fortuitamente da un cercatore di funghi, che ha allertato le autorità. Le prime stime degli inquirenti suggeriscono che il corpo possa essere rimasto nell'ambiente boschivo per un periodo stimato tra uno e due mesi prima del ritrovamento. Accanto ai resti, sono stati recuperati diversi oggetti personali: uno zaino, alcune bottiglie di superalcolici, confezioni di psicofarmaci e un telefono cellulare. Quest'ultimo, in particolare, è stato acquisito e il suo contenuto è ora sottoposto a un'attenta analisi da parte degli investigatori, nella speranza di reperire elementi utili alle indagini. Tutti gli altri reperti rinvenuti nelle immediate vicinanze del corpo sono stati catalogati e rientrano pienamente negli accertamenti avviati dopo la scoperta.

Tra le ipotesi investigative attualmente considerate, quella di un decesso sopraggiunto in seguito a un'overdose di medicinali assume un rilievo significativo. Tuttavia, le indagini proseguono a tutto campo e, in questa fase, nessuna pista viene categoricamente esclusa. È importante sottolineare che, allo stato attuale degli accertamenti medico-legali e investigativi, non sono emersi elementi chiari o indizi che possano far pensare a una morte violenta. Un dettaglio emerso dalle informazioni raccolte è che il 22enne era stato in passato sottoposto a cure presso il centro di salute mentale di Reggio Emilia, un aspetto che gli inquirenti stanno valutando con attenzione nel contesto generale del caso.

La scomparsa da Reggio Emilia: le ultime tracce del giovane

Gli elementi raccolti finora in merito alla scomparsa di Kante Jean Amadou Dia delineano un quadro preciso delle ultime tracce del giovane. Egli aveva lasciato la sua abitazione a Reggio Emilia il 25 maggio 2026. In quell'occasione, aveva comunicato ai suoi familiari l'intenzione di trasferirsi nella città di Piacenza, dove aveva dichiarato di aver trovato un impiego come operaio specializzato nell'installazione di infissi. L'ultimo contatto diretto con i suoi cari risale al 31 maggio, avvenuto tramite un breve messaggio. Da quel momento in poi, il suo telefono cellulare è risultato costantemente irraggiungibile, interrompendo ogni comunicazione. La denuncia formale di scomparsa è stata presentata alle autorità il 7 luglio, dopo che i familiari, preoccupati dal prolungato silenzio, hanno deciso di agire.