BOLOGNA, 25 settembre 2026 – Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, è intervenuto con fermezza in seguito alla lettera intimidatoria recapitata al Comune di Bologna. Destinatari della grave minaccia sono stati il sindaco della città, Matteo Lepore, e l’europarlamentare e presidente del Partito Democratico, Stefano Bonaccini. De Pascale ha espresso piena solidarietà ai due rappresentanti istituzionali, definendo le minacce un “atto inaccettabile”. Ha sottolineato come tale gesto non sia rivolto solo contro Lepore e Bonaccini, ma rappresenti un attacco all’intera comunità democratica e ai suoi valori.

La dichiarazione del presidente regionale è giunta alle 11:58, poco dopo il rinvenimento della missiva negli uffici comunali bolognesi. De Pascale ha collegato la sua presa di posizione alla necessità di garantire serenità e sicurezza a coloro che operano nelle istituzioni al servizio dei cittadini. Ha indicato le forze dell’ordine e la magistratura come i soggetti chiamati a individuare rapidamente il responsabile. Nel suo intervento, ha ribadito con forza: “Nessuna forma di odio, minaccia o violenza può trovare spazio nel confronto democratico”, un monito chiaro contro ogni deriva estremista.

La lettera di minacce recapitata in Comune

La lettera intimidatoria, indirizzata specificamente a Matteo Lepore e Stefano Bonaccini, è giunta fisicamente negli uffici del Comune di Bologna, all’interno dello storico Palazzo d’Accursio.

Il contenuto della minaccia, vergato a mano, era inequivocabile: “Stefano Bonaccini e Matteo Lepore sono condannati a morte”. La busta è stata rinvenuta da una dipendente comunale durante il recupero della corrispondenza ordinaria arrivata nella sede istituzionale.

A seguito del ritrovamento, è stata immediatamente presentata una denuncia formale alla polizia. Gli investigatori hanno avviato indagini approfondite per risalire all’autore della missiva. Particolare attenzione è stata posta all’analisi delle immagini catturate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, con l’obiettivo di ricostruire il percorso della busta fino al suo arrivo all’ufficio postale del Comune e identificare indizi utili.

Il testo della lettera non recava alcuna firma, rendendo più complessa l’identificazione diretta del mittente.

La ferma condanna del presidente regionale

Michele de Pascale ha voluto esprimere a Lepore e Bonaccini una vicinanza sia personale sia profondamente istituzionale. Ha richiamato l’importanza del ruolo di chi opera ogni giorno nelle istituzioni con dedizione, mettendosi al servizio dei cittadini. Il presidente dell’Emilia-Romagna ha sottolineato che a queste figure pubbliche deve essere assicurata la massima serenità e sicurezza nello svolgimento delle loro funzioni.

Il presidente regionale ha manifestato piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura, auspicando che il responsabile di questo gesto vile venga individuato e assicurato alla giustizia nel più breve tempo possibile.

Ha inoltre ribadito con forza che l’odio, le minacce e la violenza non devono trovare alcuno spazio nel confronto democratico e che l’Emilia-Romagna continuerà a difendere con determinazione i principi di democrazia, partecipazione e rispetto delle istituzioni, valori fondamentali per la convivenza civile e il progresso della comunità.